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la visita del santo padre

Il mancato saluto del Papa a Catania
Rapporti tesi con Gristina

, Cronaca

A quanto risulta, a capo del mancato passaggio catanese, ci sarebbero i rapporti già tesi tra Bergoglio e l'arcivescovo metropolita di Catania.

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CATANIA - Una toccata e fuga, quella di Papa Francesco a Catania.
Soltanto uno scalo, nulla di più, benché cittadini e fedeli avrebbero sperato ovviamente in ben altra attenzione. Secondo la fitta agenda della visita di Bergoglio in Sicilia, prima di andare a Palermo per celebrare il venticinquesimo anno della morte del beato Pino Puglisi, sacerdote martirizzato dagli uomini di Cosa Nostra, atterrerà nell’aerostazione di Sigonella. Un arrivo in primissima mattinata, tant’è che già alle ore 8.00 in punto il Santo Padre salirà nell’elicottero che lo porterà in quel di Piazza Armerina, dove sarà accolto dal vescovo del luogo, monsignor Rosario Gisana, una vecchia conoscenza dello Studio teologico San Paolo di Catania.

Nessuno messaggio alla città, quindi. Neanche un saluto, né tanto meno un incontro con le autorità. Civili, militari e religiose. Un’assenza che pesa e che non è passata affatto inosservata. Tutto questo, nonostante la Città sia stata già ricordata di recente dal Papa per il sentimento di accoglienza profuso in merito alla gestione della crisi migranti. E nonostante – ancora – il titolare della cattedra etnea, monsignor Salvatore Gristina, sia il presidente del Cesi, la conferenza dei vescovi di Sicilia. A quanto risulta, a capo del mancato passaggio catanese, ci sarebbero i rapporti già tesi tra Bergoglio e lo stesso arcivescovo metropolita di Catania, aggravati di recente dall’iscrizione nel registro degli indagati di Gristina per presunto peculato circa la gestione dell’Oda.

Ignorare Catania vale dunque come un segnale da decriptare secondo le più che navigate regole del protocollo istituzionale, essendo il Papa non solo la più alta autorità mondiale del cristianesimo, ma anche capo secolare dello Stato vaticano. Stando ai bene informati, in prima battuta, Francesco avrebbe dovuto atterrare al “Vincenzo Bellini” di Fontanarossa. Nella bozza quasi definitiva del programma è stato deciso invece per Sigonella. Il motivo, più che logistico, sarebbe stato politico. Perché se la pista aerea della base, è vero, ricade nei confini della provincia catanese; quella degli elicotteri è invece nel territorio comunale di Lentini, nel Siracusano. Un dettaglio di appena 150 metri, utile però a togliere l’imbarazzo al Papa d’incontrare le autorità catanesi, quindi Gristina. Fino a ieri, era previsto invece l’incontro con i vertici delle istituzioni aretusee. Secondo le indiscrezioni di stamani, sembra però che anche questo appuntamento sia stato cancellato. Appunto per soffocare in anticipo qualsiasi incidente diplomatico.

 


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