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BOTTA E RISPOSTA

Commissioni, la replica di Grasso
"Nessun conflitto di interessi"

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Il capogruppo del M5S, eletto presidente della settima commissione consiliare, risponde ai colleghi di Catania 2.0.

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CATANIA - "Nessun accordo personale, solo una sorpresa". Giovanni Grasso, capogruppo del Movimento 5 stelle al Consiglio comunale replica alle accuse, tutt'altro che velate lanciate dai colleghi di opposizione della formazione Catania 2.0. Che, in occasione del voto per le presidenze delle commissioni consiliari permanenti, hanno parlato di "accordi personali non certo istituzionali, tra l’attuale primo cittadino e i singoli esponenti politici" nella scelta dei nomi.

"La scelta sul mio nome - precisa il portavoce pentastellato - è stata stabilita senza che noi avanzassimo alcuna richiesta ed è stato un riconoscimento della mia attività professionale, cosa che mi fa piacere". Grasso poi replica a quanto affermato dai colleghi di minoranza in merito a presunto conflitto di interesse tra il professore di musica e la carica istituzionale appena ottenuta - la presidenza della settima commissione Beni Culturali.

"Riteniamo grave, inoltre - hanno scritto ieri in una nota i consiglieri che fanno riferimento al deputato piddino Luca Sammartino e alla senatrice Valeria Sudano, Giuseppe Gelsomino, Francesca Ricotta e Mario Tomasello - che il consigliere comunale Giovanni Grasso, capogruppo del M5s, occupi un ruolo di primo piano nella commissione cultura, che ha tra le sue competenze quella di fare chiarezza sulla delicata vicenda che riguarda l’Istituto musicale Vincenzo Bellini, nel quale il professore Grasso è docente, prefigurando così un caso di conflitto d’interesse”.

Un dubbio emerso anche prima della campagna elettorale per la corsa a primo cittadino. "Prima della campagna avevano provato a sollevare la questione - sottolinea Grasso - ma già allora ogni dubbio era stato eliminato. Se non esisteva conflitto per la candidatura a sindaco - si domanda l'esponente politico - mi chiedo come possa esserci per la presidenza di una commissione".

Grasso precisa inoltre come il contratto all'Istituto musicale non sia comunale ma frutto di una selezione pubblica e regolato dall'alta formazione artistica e musicale e come, oltre tutto, non ricopra alcun ruolo dirigenziale. "Voglio sottolineare - afferma ancora - che al Bellini io sono un semplice docente e non ho alcun incarico amministrativo. facevo parte del consiglio accademico, ma mi sono dimesso prima della campagna elettorale per le comunali. Insomma - conclude - sembra proprio che qualcuno abbia il dente avvelenato".

 

 


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