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Bellini, senza bilancio e presidente
Le sigle: "È crisi istituzionale"

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Dal bilancio non approvato alla nuova legge che non prevede il sindaco Pogliese nel ruolo di presidente del Cda. Ecco tutti i nodi del teatro.

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CATANIA – Non c’è pace al teatro Massimo Bellini di Catania. La mancata approvazione del bilancio triennale 2018-2020 ha già causato il commissariamento del CDA dell’ente. A prendere in mano le redini è stato il commercialista
Pietro di Miceli che dovrà ora assieme ai revisori tirar fuori il teatro da questo nuovo impasse finanziario. Il “nodo bilanci” aveva peraltro già compromesso parte della stagione estiva. Adesso rischia di mettere a repentaglio anche la programmazione lirica. Basti ricordare la messinscena dell’opera “Andrea Chénier”, che fissata inizialmente a maggio, è slittata ad ottobre, salvo ora il protrarsi dei problemi.

Eppure, i soldi ci sarebbero. I fondi previsti dalla Regione pari a circa 13 milioni di euro per l’anno 2018/19 - nonostante fossero stati in un primo momento decurtati dal bilancio provvisionale regionale - erano  infine stati integralmente ripristinati, lo scorso giugno, dopo un’estenuante battaglia.

La mancata approvazione dei documenti finanziari sarebbe, tuttavia, da ascrivere proprio a quest’ultima questione, come lo stesso sovrintendente Roberto Grossi aveva chiarito in un’intervista rilasciata al nostro giornale. I conti dell’ente presenterebbero le quote annuali relative alla vecchia legge finanziaria. Un “garbuglio” tecnico che non sarebbe stato però superato neppure nel corso dell’ultima seduta del Cda. Si tratta, insomma, di criticità che ancora una volta preoccupano i sindacati Cgil Slc, Fistel Cisl, Uil Com, Ugl Spettacolo, Fials Libersind che tramite una nota affermano di essere “fortemente allarmati per i numerosi problemi che gravano sull'Ente”. I sindacati ritengono ci siano tutti i presupposti “per dichiarare pubblicamente la piena crisi d’identità istituzionale e fra un po' anche economico-gestionale dell' Ente; ad oggi non sono ancora note le motivazioni della mancata presentazione ed approvazione del bilancio, causando, di fatto, seri problemi per le attività. Chiederemo a tutte le autorità competenti che venga fatta chiarezza. I bilanci sono strumenti essenziali per la vita dell’ente, il consuntivo del 2017 consentirebbe inoltre lo sblocco dei fondi regionali necessari per il proseguo della stagione”.

Ma a tutto ciò si aggiunge un altro problema. Al momento il Cda del teatro, scaduto per decorrenza dei termini, non ha un presidente. Non può più esserlo, infatti, il sindaco del Comune di Catania, come sempre è stato. A Enzo Bianco sarebbe dovuto subentrare Salvo Pogliese che, sebbene starebbe rivestendo il ruolo di presidente provvisoriamente, al rinnovo del Cda potrebbe essere “rimosso” dal suo incarico e subito sostituito da un nuova figura indicata dall’assessorato regionale al Turismo. Così prevede la nuova legge regionale di riordino degli enti pubblici, la n. 9 art. 39 del 7 maggio 2015.

E quest’ultima vicenda starebbe creando parecchi malumori. Il sindaco Pogliese dal canto suo potrebbe non voler rinunciare all'ente e sarebbe in attesa di una risoluzione da parte della Regione. Gli immobili del teatro Massimo Bellini, dal valore inestimabile, sono inoltre di proprietà del Comune di Catania e non della Regione. La presidenza in mano al sindaco della Città rappresenterebbe per molti un sigillo di garanzia per la vita del teatro e per i suoi lavoratori.

A riguardo i sindacati “auspicano inoltre la modifica della succitata legge da parte della Regione affinché venga ripristinata la figura di sindaco-presidente dell’Ente che ha rappresentato da sempre una garanzia istituzionale facendo sì che il neo eletto sindaco Salvo Pogliese riprenda a pieno titolo la presidenza della maggiore istituzione culturale della città”, concludono.

Di semplice “modifica” tuttavia non si tratterebbe. Occorre infatti varare una nuova legge. In questi casi non sarebbe possibile ovviare con derogazioni di sorta. L’iter è lungo e complesso, e i tempi si stringono.

 


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