Live Sicilia

l'inchiesta della Squadra Mobile

Rapinano e feriscono Commissario
Incastrati da selfie e filmati

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Nelle prossime ore si svolgerà l'udienza di convalida davanti al Gip.

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CATANIA - Si sono fatti un selfie proprio poche ore prima della tentata rapina a casa del commissario e poi, Mohamed Gibran, l'ha postata sulla sua pagina Facebook. Anzi l'ha fatta diventare la sua immagine del profilo. È solo uno degli input investigativi che hanno permesso di incastrare il complice che la notte del 30 agosto era riuscito a far perdere le sue tracce. Inutile per l'indagato, Bakary Samateh, anche la scelta di tagliare i rasta per rendersi irriconoscibile. La notte tra sabato e domenica gli uomini della Squadra Mobile, guidati dal dirigente Antonio Salvago, hanno avuto pazienza e lo hanno arrestato appena è sceso da una macchina nella zona della stazione di Catania.

Ma sono tanti gli indizi che hanno permesso di completare il puzzle investigativo. Un paio di ciabatte abbandonate, i filmati di videosorveglianza, il monitoraggio dei profili social e i controlli incrociati delle celle d'aggancio dei cellulari. La Squadra Mobile di Catania ha lavorato in modo serrato su diverse direttrici per poter arrivare a individuare e arrestare il complice della rapina. Un obiettivo centrato in pochi giorni e che ieri ha ricevuto il plauso, con tanto di post dedicato sulla sua pagina Facebook, del ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Nelle prossime ore si svolgerà l'udienza di convalida del fermo firmato dal pm Fabio Regolo nei confronti del 18enne gambiano, Bakary Samateh. Le indagini si sono mosse immediatamente dopo l'arresto in flagranza del ghanese Mohamed Gibren da parte del commissario di polizia che si è trovato in casa i due intrusi in piena notte. I due, dopo una colluttazione culminata con il ferimento con un rasoio del poliziotto in più parti del corpo, hanno tentato la fuga lanciandosi dal balcone del palazzo di via Androne. Ma se uno è riuscito a fuggire, l'altro è rimasto a terra. La caduta infatti gli ha provocato una frattura al bacino. Il 18enne ghanese è ancora ricoverato al reparto penitenziario del Cannizzaro. Anche lui ha dato un valido contributo alle ricerche del gambiano: ha infatti effettuato un riconoscimento durante l'interrogatorio davanti al Pubblico Ministero ed alla Polizia Giudiziaria.

Torniamo alle indagini. Le ciabatte abbandonate dal gambiano sono finite nei laboratori  del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica per alcuni accertamenti tecnici irripetibili. Dall'esito dei test potrebbero arrivare ulteriori prove a carico dell'indagato.

Gli investigatori non hanno lasciato nulla al caso e, come già LiveSicilia aveva anticipato, avevano effettuato accertamenti mirati nelle comunità dove il ghanese arrestato era stato ospite dal suo arrivo a Catania. Parallelamente è partita un'indagine tecnica di analisi dei social network, in particolare della pagina Facebook del ghanese arrestato. Ed è proprio su quel profilo che è stato trovato il selfie incriminato. "Dal controllo di uno di essi - scrivono gli investigatori - emergeva una foto che ritraeva Gibren, postata nella tarda serata del 29 agosto (poche ore prima della rapina, ndr) insieme ad un soggetto di colore di giovane età con acconciatura “rasta” indossante una canotta a righe bianche e blu e motivi rossi e gialli che risultava assolutamente compatibile con il giovane datosi alla fuga e ripreso dalle immagini di un sistema di video-sorveglianza installato nelle vicinanze dell’abitazione del Commissario".

A quel punto, analizzando i profili degli amici virtuali, si è arrivati alla pagina Fb di Bakary Samateh, lo stesso giovane ritratto insieme a Gibren nel selfie incriminato. In una delle foto della pagina Fb, Samateh inoltre indossava uno zaino monospalla perfettamente simile a quello che portava il rapinatore fuggito. Inoltre, dalla notte del 30 maggio il 18enne gambiano aveva spento e mai più riacceso il suo cellulare che il giorno della tentata rapina agganciava su un ponte radio del centro cittadino, molto vicino alla casa di Nuccio Garozzo. Il mosaico è stato completato con un altro dato: Samateh e Gibren sono stati ospiti nella stessa comunità.

 


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