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Mary Poppins, Pennisi:
"In caso di dissesto? Chiusura"

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L'appello della presidente dell'associazione che opera a Librino.

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CATANIA - Coop socio assistenziali sull’orlo di una crisi di nervi. La dichiarazione della Corte dei Conti di dissesto del Comune di Catania ha gettato nello sconforto chi gestisce le strutture socio assistenziali. Da parte dell'amministrazione comunale è arrivata la notizia della presentazione del ricorso alla decisione dei giudici contabili e anche l'emendamento mille proroghe apri spiragli per poter evitare il default, ma la situazione non è delle più rosee.

Anna Pennisi, presidente dell’istituto educativo e assistenziale per minori Mary Poppins che opera a Librino, non nasconde la sua preoccupazione: “La dichiarazione di dissesto ci ha buttati nello sconforto, tutti, dipendenti, operatori e i nostri piccoli ospiti. Noi avanziamo dall’ente comunale fondi per sette mesi – dichiara la Pennisi – e francamente la notizia di dissesto è stato un fulmine a ciel sereno. Se ciò si avverasse siamo destinati alla chiusura”.

Sono oltre settanta i dipendenti della Mary Poppins e centinaia i piccoli ospiti sottoposti a provvedimenti dai servizi sociali del comune e dal Tribunale per i minori. “Chiaramente abbiamo anticipato tutte le spese fino ad ora, ma le banche con una dichiarazione di dissesto chiedono garanzie. Operiamo in un quartiere a rischio e la situazione è veramente allarmante. Verrebbero a mancare tutti i servizi per i più bisognosi”.

Tiziana Scandurra, coordinatrice dell’area di democrazia e lavoro della CGIL, affronta la spinosa questione politica. “La situazione è grave ed è chiaro che quando c’è una dichiarazione di dissesto si vanno a guardare tutti i conti non solo quelli delle tasse non pagate, non basta. Ricordiamo che Catania a differenza di altri comuni in dissesto ha le partecipate. Bisogna fare ordine nelle spese, bastava approvare un piano di risanamento entro i termini ed esattamente entro il 31 maggio scorso – dichiara Tiziana Scandurra – cosa che non è stata fatta. Questo piano di rientro esiste dal 2012 ed era stato stilato dall’attuale vicesindaco Roberto Bonaccorsi. E’ chiaro che un piano ha degli obiettivi e questi vanno rispettati alle scadenze previste. Non rispettare le scadenze crea il default, adesso è stato presentato ricorso e si cercherà una ciambella di salvataggio”. Tutto è stato rinviato al 24 settembre.

“Il nostro è un appello – aggiunge Anna Pennisi – a tutte le forze politiche, dal Sindaco al Presidente della Regione. Ai Senatori, a tutti i nostri Deputati dobbiamo essere uniti e compatti per aiutare questa città ad uscire da un momento così drammatico”.

 


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