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COMUNE DI CATANIA

La Procura indaga sul dissesto
Aperto il fascicolo sui bilanci

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Nel mirino degli inquirenti ci sono i rendiconti partoriti durante la sindacatura di Enzo Bianco.

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CATANIA – C'è l'indagine della magistratura sui bilanci del Comune di Catania degli ultimi 5 anni. L'ufficio guidato da Carmelo Zuccaro ha aperto un fascicolo dopo le due delibere della Corte dei Conti – come è stato confermato a LiveSicilia – che hanno accertato lo stato di dissesto finanziario dell'Ente.

Nel mirino degli inquirenti ci sono i bilanci partoriti durante la sindacatura di Enzo Bianco, bilanci viziati – secondo i magistrati contabili – da numerose irregolarità.

I PRECEDENTI – Ci sono almeno 15 anni di indagini sui bilanci preventivi e consuntivi del Comune di Catania, ma nessun amministratore è stato mai condannato né per la voragine dei conti comunali, né per le modalità di spesa. Non sono mancati i colpi di scena, come quando un noto Gip si è astenuto nel processo contro Raffaele Stancanelli, che aveva nominato, in precedenza, come assessore il cognato del giudice.

IL DISSESTO – La Corte dei Conti ha certificato lo stato di dissesto finanziario del Comune, dissesto più volte non dichiarato, da chi ha preceduto Enzo Bianco, anche attraverso espedienti di finanzia creativa. Ma alla fine, l'ex sindaco della primavera è rimasto con la patata bollente in mano. Colpa – ha sottolineato – anche della drastica riduzione dei trasferimenti da parte del governo centrale, non prevista nel Piano di rientro redatto da Stancanelli, ma soprattutto del riconoscimento di numerosi debiti fuori bilancio fatti in precedenza. Quello che non ha convinto i magistrati contabili è il modo in cui i bilanci sono stati elaborati, tanto che, proprio in calce alla delibera 154, la Corte dei Conti auspicava l'intervento della Procura di Catania. A dire il vero, i giudici del pool sui reati della pubblica amministrazione sono già da tempo sulle tracce del Comune di Catania e hanno portato alla luce numerosi scandali amministrativi collegati con la gestione di palazzo degli Elefanti.

LE ACCUSE – Le inchieste di Melania Tanteri hanno ricostruito, punto per punto, tutte le contestazioni della Corte dei Conti. Quelle della Procura sono top secret, come anche i nominativi degli indagati, ammesso che esistano, perché l'indagine è alle fasi iniziali e il fascicolo potrebbe essere aperto contro ignoti.

I BILANCI - Il bilancio del 2015 avrebbe evitato la dichiarazione di dissesto attraverso un espediente contabile, ovvero l'inserimento di quasi 44milioni di euro all'attivo, riutilizzando risorse della rinegoziazione dei mutui con la Cassa depositi e prestiti. In questo modo, come detto, il Comune avrebbe simulato la copertura del disavanzo dal 2012 al 2014, tanto che la Corte dei Conti parla di un risultato “solo apparentemente positivo”.

I giudici contabili puntano il dito contro “numerose anomalie” nella composizione del Fondo pluriennale vincolato (Fpv). Le anomalie riguardano “la presenza, nello Fpv, di residui attivi relativi ad entrate tributarie (recupero credito ICI e TOSAP) che per loro natura non si prestano a concorrere alla determinazione del FPV poiché trattasi di entrate che presuppongono l'esistenza di un titolo giuridico al momento del relativo accertamento e per le quali l'accertamento stesso dovrebbe coincidere con la loro esigibilità”. A questo punto entrerebbe in ballo quello che appare come un gioco di prestigio finanziario, con importi che, secondo la Corte, sono stati accertati al dicembre 2014, cancellati il 1 gennaio 2015 e che spuntano nuovamente nell’esercizio 2015.

Niente “cronoprogrammi di spesa”, “anomale irregolarità”, “anomale cancellazioni dei residui” e molto, molto altro. TUTTE LE ACCUSE

Adesso i bilanci che scottano del Comune sono nelle mani dei magistrati.

 


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