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Processo Tax Free

Impallomeni si difende:
"Ecco perché sono innocente"

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Il giudice oggi ha reso delle dichiarazioni spontanee.

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CATANIA - "Il processo iniziato oggi mi dà finalmente la possibilità di difendermi rispetto alle gravi contestazioni iniziali, che hanno suscitato un enorme interesse mediatico anche in ambito nazionale - “sentenze aggiustate in cambio di diverse auto e servizi gratuiti" - e che hanno comportato pesanti provvedimenti cautelari, prontamente annullati dal Tribunale del Riesame, la pubblica accusa, che all’inizio aveva avanzato ipotesi corruttive fondate su due ovvie e scontate sentenze relative al “sisma 90”, ha aggiustato il tiro e nell’avviso di conclusioni indagini parla fondamentalmente di sentenze “accelerate” nel senso che le udienze riguardanti alcuni ricorsi prodotti dal gruppo Virlinzi si sarebbero svolte in tempi di attesa più brevi rispetto alla media dei ricorsi giacenti presso la Commissione Tributaria Provinciale di Catania".
Si difende così l'ex presidente dell'Ottava sezione della locale commissione Tributaria provinciale Filippo Impallomeni.

Impallomeni affida ad una lunghissima nota inviata alla stampa la sua memoria difensiva: "L’unica sentenza anche contestata nel merito è quella relativa ad una società in liquidazione, in quanto un errore nella indicazione nel numero di una della sentenza della Corte di Cassazione ha indotto l’organo inquirente a considerarla non adeguatamente motivata, pur essendo la decisione assunta supportata da altra autorevole giurisprudenza della Suprema Corte. La piena legittimità e fondatezza di tale sentenza, collegialmente assunta,viene supportata dalla circostanza che l’Agenzia delle Entrate, quale controparte nel giudizio in questione, non ha inteso impugnare il giudicato, facendo piena acquiescenza a quanto deciso dalla Commissione da me presieduta, come si evince dalla certificazione di avvenuto passaggio in giudicato della sentenza stessa. Non si può non osservare come una indagine così delicata e complessa nell’ambito del contenzioso tributario non possa prescindere da una piena competenza e conoscenza dei principi e delle norme regolanti il processo tributario,conoscenza che non può supplita da pareri, dichiarazioni o raffronti acquisiti a mezzo del Direttore amministrativo della Commissione Tributaria,che oltre ad essere di recente nomina,quale semplice impiegato proveniente dall’Università di Enna e poi transitato presso la Commissione Tributaria di Enna e quindi di Catania,non può avere piena conoscenza della normativa che regola tale processo non essendo un organo giurisdizionale. Sarebbe stato quanto meno opportuno che in merito alla contestazioni oggetto dell’indagine fosse sentito il Presidente Capo della Commissione Tributaria,quale massimo organo giurisdizionale in materia di contenzioso tributario.
Pertanto si fa rilevare che il tempo medio per la trattazione dei ricorsi in genere non trova applicazione nella trattazione dei gravami prodotti dalle società con personalità giuridica ovvero quelli riguardanti importi superiori ad € 51.645,69 atteso che tali controversie godono di una corsia privilegiata. Questo obbligo di legge, che non è stato tenuto in alcun conto da parte dell’organo inquirente, viene espressamente richiamato in tutte le risoluzioni indirizzate ai Presidenti di sezione e che ogni anno vengono emanate dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. Tale principio di legge è stato recentemente espressamente richiamato nell’intervista rilasciata dal Presidente capo della Commissione Tributaria Provinciale, Silvio Raffiotta al quotidiano “La Sicilia" nell’edizione del 22 Aprile scorso, dove afferma che la causa del ritardo nella trattazione dei ricorsi da parte delle sezioni della Commissione è da ricercare" nell’obbligo di dare priorità ai casi più urgenti che riguardano i ricorsi con importi superiori ai 5 mila euro”.

Impallomeni conclude dicendo di non avere "mai usufruito di diverse auto in prestito da parte della Virauto, ma solo e soltanto di una auto, anche se frammentariamente, in modelli diversi. Si trattava sempre di auto aziendali, utilitarie,usate e vecchie di almeno tre anni, mentre le due auto una Mondeo e poi, in ultimo la Volvo, furono date, in epoca remota, in comodato d’uso a scopo promozionale".


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