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CALTAGIRONE

Quarantadue agenti in 80 metri quadri
E’ caos al Commissariato

caltagirone, commissariato, polizia, Cronaca

Una situazione che sta creando non poche difficoltà.

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Caltagirone - Quarantadue uomini in ottanta metri quadri senza climatizzazione e riscaldamenti. Non parliamo di regimi carcerari inumani ma degli agenti della Polizia di Stato di Caltagirone. Si fa allarmante, grottesca la condizione degli uomini del Commissariato di Caltagirone, che ancora attendono il completamento dei lavori di adeguamento dei nuovi locali di Via Santa Maria di Gesù dopo che il 17 aprile 2016 hanno dovuto abbandonare la sede di Via Porta del Vento a seguito del crollo di un soffitto.
Attualmente gli uffici sono ospitati in un appartamento presso la sede della Polizia Stradale che era adibito a locale per il cambio di abito degli agenti. Dopo il crollo del soffitto e la promessa di nuovi locali per gli uomini del commissariato di Polizia di Caltagirone è trascorso oltre un anno. Sedici mesi in cui è stato necessario provvedere ad un cambio di destinazione d’uso da parte del Ministero degli Interni per i locali di via Santa Maria di Gesù, che erano stati già oggetto di ristrutturazione e che avrebbero dovuto ospitare un centro per minori richiedenti asilo.
Nei mesi i progetti di adeguamento sono rimbalzati fra Catania e Roma che non riteneva congrui i progetti presentati da Catania. Superate queste ultime difficoltà nel secondo trimestre 2017 sono iniziati i lavori di adeguamento, nessuna opera eccezionale se non qualche muro divisore (questi ultimi ancora in fase di completamento). Espletati questi ultimi lavori sarà la volta dei tecnici specializzati che si occuperanno delle cablature interne per i sistemi dedicati alla Polizia di Stato. In questa fase, a lavori ultimati, nel calatino verrà riattivato il 113. Si riattivato, perché dalla fatidica data del trasferimento, il numero della Polizia di Stato non è attivo e la chiamata è gestita dai Carabinieri.
Grottesca la situazione dei 42 agenti che lavorano in 80 mq: nel miniappartamento infatti vengono espletati tutti i servizi di competenza sia interni che burocratici ad esclusione dei passaporti che in questo periodo vengono richiesti e consegnati a Catania.
In questi risicatissimi spazi manca sia una cella di detenzione sia un luogo idoneo alla vigilanza. Accade con molta frequenza che ad esempio uno straniero scarcerato in attesa del completamento dell’iter burocratico da parte dell’ufficio stranieri di Catania, debba essere sorvegliato all’interno di quegli uffici.

Spesso la scarcerazione avviene di sabato, lo straniero viene dunque prelevato dalla casa circondariale di Caltagirone e condotto presso gli uffici siti in Via Magellano, qui deve essere sorvegliato pur non essendo in regime di fermo, ciò significa che il soggetto viene fatto accomodare su una sedia per l’intera giornata del sabato e della domenica e che di fronte allo stesso debba sedersi un agente per due giorni per assicurarsi che lo stesso non abbandoni i locali. Tutto ciò avviene senza alcun sistema di sicurezza per gli operatori che nel frattempo negli stessi locali svolgono le loro mansioni giornaliere. Come se ciò non bastasse, sono stati sospesi i servizi di sorveglianza sul territorio perché la volante, soppresso il turno in quinta che si occupava del controllo del territorio, è impegnata nel controllo di due strutture: la prima è quella di Via Porta del Vento dove ancora è custodito l’archivio della Polizia, una stanzetta di qualche decina di metri quadri piena di faldoni, intanto altra beffa tacitamente è stato rinnovato il contratto di affitto per una struttura dichiarata inagibile e che costerà, si dice, altri 36.000€ per un solo anno e per i soli documenti che li sono custoditi. Qui gli uomini si danno il cambio per assicurarsi che nessuno si intrufoli negli uffici saccheggiando o distruggendo la memoria documentale della Polizia di Stato di Caltagirone.
L’altro edificio sotto controllo è la sede dei nuovi uffici non ancora consegnati. Qui per prevenire atti di vandalismo o saccheggio in turno altri uomini sorvegliano i nuovi uffici. Si scrive vigilanza dinamica, si legge volante impegnata in una ronda a doppio senso fra i due stabili. Gli agenti del commissariato di Caltagirone, in questa condizione provvedono all’ordine pubblico sia a Caltagirone sia a Catania, dove anche per una manifestazione sportiva vengono chiamati a supporto dei colleghi, alla polizia giudiziaria al Cara di Mineo, hanno tutte le deleghe di attività giudiziaria sul territorio, raccolgono le denunce dei privati cittadini ancora dentro un camper nella centrale Piazza Municipio, rilasciano i porto d’armi e le licenze e si occupano della tutela del Procuratore Capo della Repubblica. A corollario è stato demandato loro il compito di accompagnamento per il corpo di guardia del Cara, un modo formale per dire che fanno servizio taxi ad un ufficiale. Nel frattempo a Caltagirone si registra una diminuzione di denunce per i piccoli reati, un segnale che non va letto come diminuzione dei reati ma come contezza del fatto che alle denunce non segue più quel controllo sul territorio utile a prevenire gli stessi. Insomma, serve un intervento concreto delle autorità competenti per sanare una situazione di evidente e grave disagio per gli agenti che ogni giorno svolgono il proprio lavoro.


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