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Il lutto

Per l'ultima volta: "Ciccio, Ciccio è il capo degli ultrà"

ciccio falange, funerali, Cronaca

Il mondo del tifo saluta il fondatore della Falange.

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CATANIA - Se non sarà la fine di un’epoca, lo sarà almeno di una stagione – magari lunga quasi quarant’anni – della città di Catania. La sua parte più profonda, quella che dei colori rossoazzurri ne ha fatto una ragione di vita, piange. Ciccio Falange, al secolo Francesco Famoso, storico leader della Falange d’Assalto, per tantissimi anni gruppo portante della Curva Nord, è stato salutato con tutti gli onori. La ritualità è quella ultras, e non poteva essere altrimenti. Il funerale è stato oggi pomeriggio nella chiesa di San Sebastiano nei pressi del Castello Ursino, in piena zona falangista. C’erano anche l’ad del Calcio Catania, Pietro Lo Monaco, e il patron Nino Pulvirenti a salutare il piccolo di statura, ma evidentemente grande di fama, tifoso che nel 1979 ha fondato uno dei gruppi più longevi del movimento in Italia. Ed infatti non solo i supporter rossoazzurri hanno gridato per l’ultima volta “Ciccio, Ciccio, è il capo degli ultrà”, ma sono venuti anche da Roma (versante Lazio), Bergamo, Napoli, nonché dalle piazze rivali di Messina e Palermo a porgergli omaggio. Rispetto, ecco. Per lui l’onore di essere portato in spalla attorno al castello che fu di Federico II. Poi l’ultimo biglietto al Cibali. Cori, mani alzate, striscioni, petardi, torce. Due curve, una voce. E quel “Un rosanero in croce”, che tra le gradinate etnee vale quanto un inno nazionale. Va via così, dunque, un personaggio di colore e colori. In molti ne sentiranno la mancanza, non c’è dubbio.


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