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VOLANO GLI STRACCI

Guerra per la diretta di Sant'Agata
Ultima "soffia" l'esclusiva a Telecolor

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Se la festa di Sant'Agata è metafora della città e dei suoi interessi...

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CATANIA - “Malafede”, “bugie”, “forzature”, “gaffe” e sfottò con tanto di saluti in curialese. Volano gli stracci tra il gruppo Ciancio e l’Arcidiocesi di Catania. E quanto mai come ora la cosa pare seria. In gioco c’è l’esclusiva televisiva delle celebrazioni agatine all’interno della Cattedrale. Ad aggiudicarseli, quest’anno, è la neonata Ultima Tv all’interno di un bando che non ha mai avuto gara. Uno scenario inedito, sia per l’argomento in discussione – decisamente più in linea con gli eventi calcistici – che per il timing. Di fatto, le installazioni per poter riprendere soprattutto la messa dell’Aurora e il pontificale del 5 febbraio sono state a unico appannaggio, finora, delle emittenti che fanno capo al polo editoriale di viale Odorico da Pordenone. Una prassi, quasi una tradizione non scritta, che è andata sempre in un’unica direzione. Una sorta di monopolio propiziato dell’ assenza di un’effettiva concorrenza sul campo. Ma da quest’anno non sarà più così, evidentemente. Chiamateli pure segni dei tempi. E la questione non poteva passare inosservata.

Perché questo cambio? Il motivo ufficiale è il più classico: chi arriva primo alloggia. O così sembra. A farlo sapere è la stessa basilica agatina, che a ragione della propria decisione adduce anche problemi di sicurezza dettati dalle autorità competenti e la necessità di avere una sola emittente nelle postazioni preposte. Motivazioni che hanno fatto saltare dalla sedia quelli de la Siciliaweb: “Giustificazioni lacunose, repliche senza fondamenta – scrivono in un editoriale al vetriolo – Una scusa plausibile, a noi subito sembrata sospetta, screditata dal telegiornale di Telecolor che ha interpellato tutti gli organi preposti alla sicurezza che, a loro volta, hanno smentito le lettere ufficiali con tanto di firma e bollo della Cattedrale. ‘Bugie in sacrestia’, ma stabilire se con dolo o senza spetterà ad altri”. E non finisce qui: “Il Duomo a Catania non è una chiesa come tutte le altre e non può essere gestita come una parrocchia – scrive la Siciliaweb – Ed è forse questo il nodo cruciale che alimenta alcuni cortocircuiti istituzionali, che sovente rimangono sottotraccia, se non investono interessi collettivi più ampi”.

Sospetti e non solo. Accuse che la Curia rispedisce al mittente: “È tutto come negli anni precedenti – interviene Marco Pappalardo, portavoce dell’Ente Basilica Cattedrale –  Cambia solo l’emittente chiamata a usufruire delle postazioni stabili per le telecamere. Non c’è alcuna esclusiva in gioco, poiché tutti gli organi di stampa continueranno ad avere i posti riservati”. Sui criteri di selezione delle emittenti, la linea ufficiale è e resta quella che fa capo alla data sulla richiesta in carta bollata:  “Fino a due anni fa – spiega il portavoce –  c’è stata una sola emittente in campo e il problema non si è posto. L’anno scorso si creò lo stesso problema con Video Mediterraneo, che si trovò però anticipata da Telecor. In quel caso non scoppiò alcuna polemica. Quest’anno si è fatto lo stesso ed è arrivata prima Ultima Tv. Sarebbe stato scorretto agire diversamente”.

Se la Festa di sant’Agata è metafora della Città e dei suoi interessi, non è un caso che il cambio del panorama editoriale passi dal 5 febbraio. Il moltiplicarsi delle dirette agatine ne è un chiaro segno e non è da escludere che in tal direzione la Cattedrale possa dotarsi in futuro di criteri più articolati. “Alla luce di quanto è successo si valuterà  un percorso differente, magari un regolamento”, riferisce Pappalardo. Una questione che non toccherà l’appena nato Comitato dei festeggiamenti che mette assieme Curia e Comune. Lo chiarisce immediatamente il presidente Francesco Marano: “Mi spiace per la polemica in corso, ma la gestione degli spazi interni alla Cattedrale, esclusa quella del Sacello, non è nelle competenze statutarie del Comitato”.

Una soluzione alla crisi potrebbe essere tuttavia la condivisione del segnale della diretta, ipotesi avanzata anche da Telecolor, che ha messo addirittura a disposizione la propria attrezzatura subordinando il tutto, però, all’utilizzo delle installazioni per le telecamere. “Su questo è opportuno che le emittenti dialoghino tra di loro, senza la mediazione della Cattedrale – riferisce Pappalardo a Live Sicilia – che di suo non si opporrebbe minimamente”.


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