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Scosse di assestamento

Gli autonomisti di Scavone
e gli ex lombardiani di Bianco

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I "lombardiani" di opposizione lanciano il progetto dal quale ripartire. "L'autonomismo - affermano - sarà la base".

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CATANIA – Il centrodestra potrebbe ripartire da Grande Catania. L’idea la lanciano gli stessi consiglieri, lombardiani di area Scavone, del gruppo di opposizione più numeroso a Palazzo degli Elefanti, che difendono le proprie idee e i propri comportamenti, soprattutto di fronte a chi, li ha definiti “stampella” dell’amministrazione Bianco. A partire dal capogruppo Giuseppe Castiglione, continuando per Sebastiano Anastasi, Andrea Barresi e Vincenzo Parisi, hanno sempre respinto al mittente, sottolineando il proprio ruolo di oppositori responsabili e propositivi, atteggiamento che intendono portare avanti fino alla fine del mandato.

“Lo facciamo per la città e per i cittadini che ci hanno votato” – affermano i consiglieri del gruppo che, in questi tre anni e mezzo circa, non ha perso pezzi e procede più o meno compatto nell’azione di opposizione che, fatta qualche eccezione, vedi Manlio Messina, sembra quasi inesistente (anche per la forte opposizione interna tra i banchi della maggioranza). “Facciamo fede al mandato che ci è stato affidato da chi ci ha votato – sottolinea Vincenzo Parisi – e al programma di governo dell’ex sindaco Stancanelli che abbiamo appoggiato in campagna elettorale. La nostra posizione è sempre quella di tre anni fa. Non ci interessa aprirci al sindaco Bianco, e continuamo a collaborare con numerose forze all’interno del Consiglio comunale”.

Posizione fissa, dunque, per i giovani ex Mpa di Grande Catania che, a differenza di molti dei loro colleghi che, invece, si trovano ogg in maggioranza se non in Giunta, sono rimasti all’opposizione di Enzo Bianco. E la volontà di essere realtà aggregatrice di altre forze politice con l’obiettivo comune di cambiare lo stato delle cose, con la quale superare la crisi del centrodestra quella che avrebbe, di fatto, consgnato la città a Bianco e lo starebbe facendo operare, praticamente, indisturbato. “Tre anni fa è stato eletto un sindaco autorevole, che ha ricoperto vari incarichi – afferma Sebastiano Anastaasi - e mai abbiamo avuto una riunione con i gruppi di centrodsestra per studiare una strategia comune. Sono venuti a cadere tanti punti fermi della storia politica di questa città – continua – e queste sono alcune delle conseguenze”.

Una crisi della centrodestra ben evidente dai banchi dell’opposizione di Palazzo degli Elefanti, dove oltre a Grande Catania resiste solo il gruppo di Forza Italia e, in parte, il gruppo Misto, che conta il consigliere Manlio Messina, esponente di Fratelli d’Italia e il collega Ludovico Balsamo. “Crediamo di essere un gruppo dal quale si possa ripartire – prosegue Anastasi – per il modo in cui abbiamo operato, per i contenuti, per le proposte avanzate, per il tipo di opposizione che abbiamo portato avanti – intorno a un progetto civico per la città. Se questo progetto può essere incardinato nell’ambito del centrodestra, che ben venga. Ma noi dialoghiamo con tutti: con Forza Italia e il suo capogruppo Santi Bosco abbiamo portato avanti alcune discussioni, ma riusciamo a dialogare e confrontarci anche con altri soggetti esterni all’aula consiliare che fanno opposizione. Come tutto questo possa incardinarsi in un percorso in vista delle prossime amministrative, è tutto da vedere. Dobbiamo vedere come si comporteranno e che posizione assumeranno gli altri soggetti che magari oggi contrastano l’amministrazione. Noi partiamo da un punto fermo”.

Intanto, Grande Catania parte dalla sua idea di città e da quello che servirebbe a Catania, dimenticato dall’attuale amministrazione. “Rilanciamo la piattaforma programmatica sui grandi temi, si rimetta mano ai progetti – sottolinea Castiglione – alle grandi opere, al Piano Regolatore, a quello commerciale. Oggi la città è un fallimento: la differenziata che non funziona, le strade che non vengono pulite, assenza di manutenzione, non ci sono luoghi di aggregazione, gli autobus non funzionano, la gestione della stagione balneare è stata un disastro. Noi vogliamo che da parte di questa amministrazione vengano affrontati i temi importanti – aggiunge. Se verranno portati in aula gli importanti progetti per lo sviluppo della città, noi ci saremo, resteremo”.

Un atteggiamento mantenuto in aula anche in altre occasioni. Un modo di fare opposizione che è anche un modo di intendere la politica. “E’ dialogo e confronto – aggiunge Anastasi – e ascoltare la città. E non basare le decisioni solo sui grandi numeri ma anche sui bisogni reali”. Un modo di intendere il ruolo di amministratori che i consiglieri di Grande Catania metterebbero a disposizione per il prossimo futuro. “Noi siamo pronti – sottolineano all'unisono. Abbiamo un’idea di città: vedremo chi si vorrà aggregare a questo progetto. Ci sono tanti soggetti attivi, tanti movimenti che discutono, si confrontano. Bisognerà vedere come tutto questo si potrà concretizzare in chiave elettorale”.

“Vogliamo mandare un messaggio a deputati, onorevoli, consiglieri di quartiere, alle forze civiche, al mondo universitario, a quello cattolico, dell’associazionismo, delle imprese, della cultura, di ripartire con un progetto serio dalla città di Catania, alla Regione e al Governo – continua Barresi - per far sì che una nuova classe dirigente possa governare a qualsiasi livello. L’autonomismo sarà una delle componenti, la base, ma il progetto aggregante è voler fare buona politica”.

 


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