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Il punto

Catania, la Festa dell'Unità e
la grande incognita dei Democratici

Catania, festa nazionale dell'unità, pd

Renzi ha scelto il capoluogo etneo: dove il Pd vive di faide intestine.


CATANIA. Se c’è festa è d’obbligo pure festeggiare, specie se in cantiere c’è quella nazionale dell’Unità, che si terrà dal 28 agosto all’11 settembre niente meno che alla Villa Bellini. “La prima volta al Sud da quando è nato il Pd”, si legge nel sito ufficiale del partito di Renzi. “Approfondiremo tanti argomenti, dalle riforme all’immigrazione”, ha dichiarato entusiasta il tesoriere Francesco Bonifazi. Tanta roba, non c'è male. Resta tuttavia aperto l’interrogativo sul perché da Roma abbiano scelto la piazza di Catania, vista l’aria pesante che si respira in quel di via Umberto soprattutto dopo il voto di Giarre e Caltagirone. Insomma, dentro il partito il clima è da resa dei conti (ma non è una novità) e tra i dirigenti ne avrebbero fatto volentieri a meno, soprattutto in questa fase, di uno sforzo organizzativo tanto impegnativo.

Ma la festa è festa, si sa. Tant’è che Enzo Napoli e soci ce la stanno mettendo proprio tutta affinché si possa fare bella figura. E per non sbagliare, l’ultima direzione provinciale era dedicata quasi esclusivamente a questo. Antonio Rubino, responsabile regionale dell’organizzazione è venuto apposta per relazionare sull'evento. Peccato che a prendere appunti, tra i big, c’erano soltanto gli esponenti dell’area Cgil, sempre pronti a supportare quelle iniziative dal chiaro sapore militante. Mancavano invece proprio i tre sponsor principali della kermesse sotto il Vulcano: Enzo Bianco, Fausto Raciti e Michela Giuffrida. Una coincidenza, probabilmente. Ma che non è passata inosservata.

È chiaro però che, per quanto la festa sia nazionale e i suoi meccanismi rodati alla perfezione, anche il territorio dovrà fare la sua parte. Da quanto risulta, il sindaco metropolitano avrebbe garantito a Roma una rete di 6000 volontari provenienti da tutta la provincia. Una cifra record sopra la quale alcuni insider avanzano seri dubbi sulla sua reale esistenza. Il rischio di non centrare l’obbiettivo è alto e tra gli avversari interni di Enzo Bianco in pochi sono disposti a porgergli una mano, tanto da farsela alla larga. Escluse Concetta Raia e Luisella Albenella, l'asse con il sindacato al momento pare d'acciaio. Difficile, poi, che quel supporto possa arrivare dalla ex Articolo 4, con la quale i rapporti sono di recente ad altissima tensione, dentro e fuori Palazzo degli Elefanti, tanto che sulla stampa locale si parla già di un loro possibile rientro nello scudocrociato.

Di certo c’è che ancora il programma ufficiale della festa non è stato pubblicato. Poco importa, però. Anche perché la sua compilazione avverrà esclusivamente a Roma. Intanto, la preoccupazione che si respira nei corridoi catanesi è tuttavia un’altra: quale Pd catanese troveranno Matteo Renzi, Maria Elena Boschi e Graziano Delrio, quali ras li accompagneranno tre le statue di Villa Bellini e gli stand eno-gastronomici? Un interrogativo che pesa come un macigno. Non fosse altro che a pochi mesi dal referendum istituzionale e a un anno esatto dalle Regionali, c’è da capire quanto pesa la vecchia guardia dem o se il progetto di Davide Faraone, quello cioè di dialogare a stretto giro con quei moderati ricollocati in orbita Pd, sarà ancora spendibile nei mesi a venire e a che prezzo.


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