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L’incontro

Rifiuti, ancora tutto in stand-by
D’Agata: “In 3 mesi nuovo bando”

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, Politica
CATANIA. Il futuro dei rifiuti a Catania è tutto da definire. Il dibattito di ieri sera nella sede di CittàInsieme  lo ha confermato. Vuoi perché la complessità del tema è significativa, vuoi perché al momento tutto sembrerebbe in attesa di essere rivoluzionato, il dibattito è stato di quelli moderati e dai toni smorzati. Ma lo scontro, da un lato, appare solo rinviato. Il tema, come detto, è stato al centro di un incontro a cui hanno partecipato, oltre ai membri di CittàInsieme e Zero Waste, l’assessore all’Ecologia Saro D’Agata, il direttore del dipartimento Ecologia e Ambiente, Salvo Raciti e infine Carmelo Bruno, dirigente dellla Srr.

A evidenziare ed esporre dettagliatamente alcune eventuali contraddizioni del sistema è Danilo Pulvirenti, di Zero Waste. L’esperto illustra il calderone di normative che dovrebbero, teoricamente, regolare la gestione di rifiuti. E il primo quesito riguarda proprio il prolungamento dei rapporti con le due ditte Rti Ipi-Oikos specializzate nella fornitura di servizi di nettezza Urbana. Un appalto ritenuto inadeguato su tutti i fronti, secondo il loro parere, ma non solo. La proroga fino al mese di giugno del contratto, secondo gli esponenti di CittàInsieme, andava evitato per il bene della Città. Ma l’assessore all’Ecologia Saro D’Agata ha puntuale le sue risposte: “Quando ci siamo insediati – dice - abbiamo trovato grossi problemi all’ufficio Ecologia e Ambiente: l’attuale  amministrazione è  stata l’unica a procedere col licenziamento prima di un dirigente e poi con quello di alcuni dipendenti che favorivano economicamente altri dipendenti”.  Insomma, secondo D’Agata i problemi di presunta illegalità riscontarti in seno all’area Ecologia del Comune, avrebbero immobilizzato ogni buon proposito. “Ci sono stati dei problemi - prosegue - che abbiamo ampiamente superato”. E torna sulla concessione della proroga del contratto d’appalto. ” Ci siamo trovati di fronte ad un bivio: o revocare il contratto, rischiando così di ritrovarci senza servizi ad agosto, oppure mantenere quello già esistente eliminando il pericolo di avere strade stracolme d’immondizia e di lasciare molti lavoratori senza un impiego. Pertanto, ci siamo rivolti alla prefettura di Catania chiedendo l’applicazione della norma di legge che ce lo consentiva”. D’Agata ci tiene a sottolineare come all'indomani del commissariamento delle due ditte, sarebbe decaduto ogni rapporto con il Comune. Ma “il nuovo bando verrà pubblicato entro giugno”, rassicura.

La questione poi si sposta sul tanto polemizzato piano d’intervento, il documento già redatto col contributo di Conai e “adottato con deliberazione di G.M. n. 166/2015" e già stato sottoposto all’esame dell’assessorato Regionale. A quest’ultimo ufficio,  stando a D’Agata, sarebbero già pervenuti tutti gli ulteriori elementi mancanti nella prima versione del piano inviata. “Abbiamo chiarito come da richiesta, - spiega -  in particolare il numero dei siti di isole ecologiche attive a Catania, ovvero Picanello e una al viale Tirreno. Così come sono stati chiariti  tutti gli aspetti relativi alle altre planimetrie”. D’Agata fa presente, inoltre, che l’amministrazione comunale abbia avuto contezza che il piano d’intervento dovesse essere in linea con quello d’Ambito solo a seguito della circolare emanata dalla Regione e pertanto a piano già redatto. La stesura del piano d’Ambito, infatti, dovrebbe precedere quella del piano d’intervento. “Anche questi aspetti sono stati affrontati.  – dice - Il piano d’intervento verrà quanto prima proposto al Consiglio Comunale perché le Commissioni lo valutino”. “Dal mese di gennaio stiamo lavorando al piano d’Ambito – spiega Carmelo Bruno, dirigente della Srr, - Parliamo di oltre 300 tonnellate di rifiuti che riguardano circa ventotto comuni. Non è semplice”- commenta.

Ma secondo CittàInsieme e Zero Waste il citato piano d’intervento farebbe un po’ acqua da tutte le parti. Troppe gli elementi trattati approssimativamente: mancherebbe uno studio sulle Municipalità e sui flussi turistici; non ci sarebbe alcuna traccia sulla gestione dei rifiuti in aree particolarmente critiche della città come Piazza Carlo Alberto (sede del mercato rionale), o della playa e della Scogliera durante i mesi estivi;  o del modello di smaltimento adottato durante la festa di Sant’Agata o ancora nell’area della Zona Industriale; e infine nessun accenno ai siti in cui questi rifiuti verranno conferiti. Ma secondo Salvo Raciti, il direttore del dipartimento Ecologia di Catania,  questi aspetti non sarebbero stati affatto sottovalutati, ma al contrario non sarebbe possibile stabilire, per esempio, preventivamente dove andranno a finire i rifiuti poiché la dinamicità degli avvenimenti sulla questione dei siti e delle discariche non lo consentirebbe. Infine Raciti, sottolinea la raccolta porta a porta verrà estesa a tutta la città e necessiterà della fattiva partecipazioni di tutti perché funzioni.

Certo qualche attacco dal pubblico poi non è mancato, sia da parte di Matteo Ianniti, leader di Catania Bene Comune o del consigliere Nicolò Notarbartolo. L’argomento rimane di quelli che punge, lo è specie in una terra in cui la gestione dei rifiuti è stata sempre un grande pasticcio. E intanto a Catania la situazione rimane irrisolta.


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