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L'inchiesta

Pua, pignorati terreni pubblici
Recuperato patrimonio di 2 milioni

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Il terreno della vecchia Amt, ricadente all'interno del Pua e del valore stimato di almeno 2 milioni



CATANIA - Vale almeno due milioni ed è tornato nel patrimonio del Comune di Catania. Un terreno nella parte sud della città, inserito all’interno dell’area di pertinenza del Pua, il Piano urbanistico attuativo per la zona meridionale, di proprietà della vecchia Amt, sul quale pendeva la richiesta di pignoramento, è infatti nuovamente nelle disponibilità della vecchia società di trasporto in liquidazione. Così è stata evitata l'ennesima speculazione a danno delle casse comunali e dei cittadini. Una vecchia iscrizione ipotecaria del 2010 che ha poi generato una causa di esproprio risalente al 2011 ed a quanto pare, mai difesa prima d’ora, sulla quale ha voluto vederci chiaro l’attuale liquidatore della bad company, Giuseppe Idonea, che ha verificato le carte e ha proceduto a presentare opposizione.

Dopo la prima iscrizione ipotecaria mai opposta dagli amministratori pro-tempore e la conseguente richiesta di pignoramento per alcuni debiti in capo alla vecchia Amt sui terreni in questione, unici possedimenti immobiliari della società in liquidazione, Serit Sicilia Spa forte di una procedura di espropriazione forzata richiede al Tribunale di Catania la vendita dei terreni in questione, senza però trovare acquirenti. Al terzo incanto, la quotazione raggiunge l’importo di poco più di 162 mila euro.

Ma il compratore continua a non esserci, per cui tramite una speciale procedura riservata ai soli crediti di natura tributaria e non previdenziale, i terreni vengono incamerati provvisoriamente dallo Stato che li destina a parziale ristoro di quanto preteso dalla Serit che però, non ottempera nei tempi ad espletare le procedure previste. "Ho successivamente constatato - spiega Idonea - che, su un credito complessivo di € 21.847.409,27 vantato da Serit Sicilia Spa, i crediti di natura erariale ammontano ad €. 14.557,92 mentre quelli per i quali non poteva essere intrapresa l’azione di trasferimento allo Stato ammontano ad €. 21.832.851,35. Per questo - prosegue - ho da subito riscontrato la palese violazione dell’art. 85 DPR 602/73 il quale ha permesso nel silenzio della mancata costituzione di AMT nel procedimento 4001/2011 il trasferimento a favore dello Stato dei terreni ricadenti all’interno del perimetro Pua".

Quando la società di riscossione, nel mese di luglio 2015 comunica ad Amt una seconda iscrizione ipotecaria sugli stessi terreni, Idonea, che pare non fosse mai stato informato della prima ipoteca, richiesti gli atti in archivio della vecchia AMT, acquisito il parere dei propri consulenti, si accorge che nel procedimento 4001/2011 nessuno aveva mai proposto di difendere AMT, constatando inoltre che i terreni erano ancora “regolarmente iscritti nel bilancio” per un valore di 9 mila euro. presenta dunque opposizione per riportare in AMT quanto indebitamento sottratto.

Passaggi che hanno portato a una sospensiva, emessa dal Tribunale nel novembre del 2015, con la quale il giudice dell’esecuzione, Laura Messina, “esaminato il ricorso in opposizione proposto dall’Azienda municipale trasporti, AMT, in liquidazione, in persona del Commissario liquidatore pro tempore e l’istanza di sospensione in esso avanzata; ritenuto, che ad un esame sommario, appaiono sussistere gravi motivi per sospendere, allo stato, l’esecuzione, in considerazione delle eccezioni formulate dall’opponente in merito all’intervenuta estinzione della procedura esecutiva”, congela il procedimento.

Successivamente, in seguito all’udienza del 15 dicembre, si arriva all’ordinanza con la quale la dottoressa Messina, “ritenuto che gli immobili di proprietà della società debitrice sono rimasti invenduti ed in via provvisoria, assegnati in proprietà allo Stato; ritenuto che nel termine assegnato dal Giudice non è stato versato il prezzo di aggiudicazione né gli enti impositori hanno chiesto procedersi ad ulteriore incanto nei termini di legge; rilevato che detta circostanza emerge in via documentale e non risulta, peraltro, neanche contestata da Riscossione Sicilia s.p.a.; ritenuto che, alla luce delle superiori considerazioni, deve essere dichiarata l’estinzione della presente procedura; dichiara estinto il processo esecutivo immobiliare n. 4001/2011 promosso da Riscossione Sicilia s.p.a Agente della Riscossione per la Provincia di Catania in danno dell’Azienda Municipale Trasporti (AMT) in persona del legale rappresentante p.t.”.

L’operazione non solo ha comportato il mantenimento della proprietà dei terreni da parte dell’Amt in liquidazione ma ha portato in evidenza l'operato del commissario liquidatore a tutela del patrimonio di AMT, del Comune di Catania e dei catanesi tutti. Idonea ha inoltre proceduto ad emettere delibera per una perizia di stima asseverata e giurata. Una scelta data dal fatto che, nei bilanci della vecchia azienda municipalizzata, i terreni erano inseriti per un valore di 9 mila euro. Una cifra molto lontana dai 167.192,67, euro stabiliti in sede di procedura giudiziaria.

Il valore dei terreni era giudicato di gran lunga superiore a quello inserito nei documenti contabili. Ma in ogni caso, nettamente inferiore rispetto a quanto riconosciuto dal perito che ha indicato un importo minimo di 2.160.000 euro. Un valore che potrebbe raddoppiare con l’avvio del Pua. L’area fa infatti parte del perimetro del Piano, e corrisponde precisamente a zone di turismo rurale. Il 16 dicembre, il commissario liquidatore Idonea comunica il buon fine della propria iniziativa (LEGGI QUI) e che la procedura “che aveva per oggetto due terreni di ingente valore economico, immediatamente adiacenti al campo da golf previsto dal Pua, che, benché stranamente valutati dalla procedura n. 4001/2011 in euro 167.192, 67, rientrano oggi in possesso dell’Azienda Municipale Trasporti Catania in liquidazione, per un valore di mercato minimo pari a euro 2.160.814, giusta perizia giurata”.

 


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