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Il caso

Randazzo, niente posti al cimitero
Le bare parcheggiate in obitorio

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L'amministrazione comunale ha trovato soluzioni tampone a quella che ormai è diventata una vera "emergenza". I lavori, però, devono ancora cominciare.

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RANDAZZO – Cimitero al collasso, posti esauriti già da più di un anno e le bare che stazionano troppo spesso e per troppo tempo in obitorio. Ad essere trovate solo soluzioni tampone, ma niente di risolutivo per un problema che si è trasformato ormai in un’emergenza. E dire che cimitero significa “luogo di riposo”. Peccato che da qualche tempo i cittadini di Randazzo che passano a miglior vita di riposo al cimitero ne trovino ben poco. Certo, circa quella metà che è già in possesso di un loculo non incontra problemi ad avere degna sepoltura. L’emergenza scoppia però nel momento in cui, ed è la restante parte, un posto proprio non si ha.

Ormai da tempo infatti il cimitero del comune ha esaurito i posti a disposizione, le bare restano parcheggiate all’obitorio anche più dei dieci giorni consentiti dal regolamento comunale di polizia mortuaria e ad oggi, in attesa di una risoluzione definitiva, tre sono le soluzioni tampone trovate dall’amministrazione. Ma tra emergenza, segnalazioni, valutazioni di possibili soluzioni e denunce di lungaggini, urge un po’ di cronistoria. Carte alla mano, è Gaetano Fisauli, il caposettore dei servizi cimiteriali, a mostrarci la fitta corrispondenza con la quale, già nel settembre 2013, segnalava una carenza di posti, il cui esaurimento veniva comunicato con nota nel dicembre 2014. Arrivati a un punto di non ritorno, la proposta avanzata dal secondo settore è stata allora procedere alla revoca delle concessioni cimiteriali date in vita. Una proposta, sostiene tutt’oggi il sindaco, Michele Mangione, “a cui mai io sarei addivenuto. Questo, finché posso, non lo farò mai”. Dal canto suo, l’amministrazione ha cercato di correre ai ripari già dopo la prima segnalazione. “Abbiamo cominciato a lavorare sin da subito alla realizzazione di 108 loculi – afferma il primo cittadino – purtroppo però ci vuole tempo per fare cose di questo genere”. Preso atto del progetto preliminare nel maggio 2014, è nel novembre successivo che la giunta delibera la sua approvazione. Aperto quindi il 3 dicembre dello stesso anno e chiuso il 5 febbraio 2015 il bando di gara per l’affidamento dei lavori, ad oggi le offerte pervenute sono al vaglio della commissione giudicatrice. A sentire il sindaco, con la speranza “innanzitutto che la valutazione della commissione vada a buon fine”, i tempi di costruzione dei loculi dovrebbero aggirarsi intorno ai “due, massimo tre mesi”.

Nel frattempo però i randazzesi non hanno ancora trovato l’elisir dell’immortalità, nel comune si continua a morire, i loculi messi a disposizione dalla chiesa sono agli sgoccioli e per quelli nuovi i lavori non sono ancora iniziati. Innegabile è che i 108 loculi saranno una soluzione “tampone, a medio termine”, come sostiene Mangione. Del resto i numeri non mentono se si considera che l’anno scorso 140 sono state le sepolture (di cui solo nella metà dei casi il defunto era possessore di un posto) e dall’inizio dell’anno ad oggi si è già arrivati a ben 64. Questo il motivo per cui, onde evitare la corsa all’acquisto, sia Mangione che Fisauli sostengono che i nuovi loculi non saranno acquistabili in vita, ma saranno messi a disposizione solo al momento della morte. Per l’amministrazione la soluzione definitiva potrà essere “quella di un allargamento, tra virgolette – precisa il sindaco – del cimitero. Tra virgolette perché noi stiamo lavorando ad un’ipotesi che non è tanto quella dell’allargamento del cimitero oltre i suoi confini, quanto quella di poter utilizzare al massimo lo spazio che c’è all’interno del suo perimetro. Una soluzione che stiamo studiando in maniera dettagliata”. Nell’emergenza, a correre in aiuto dell’amministrazione è stato prima l’Istituto delle suore di S. Giovanna Antida, che ha messo a disposizione i 27 loculi della propria cappella e, una volta esauriti questi, sono stati i Frati Cappuccini, ancora dietro richiesta del Comune e per un importo di 12000 euro, a dare la disponibilità immediata di una cappella in cui però se 11 sono i loculi già costruiti (7 già utilizzati e 4 da utilizzare), gli altri 45 ospitabili sono invece da costruire. Ma se le bare deposte nella cappella delle suore sono destinate a essere spostate nei futuri 108 loculi, “per i posti nuovi nella cappella dei cappuccini, stiamo facendo in modo che questi siano definitivi” afferma Mangione.

Sul piede di guerra l’opposizione, già in trincea dopo aver votato il 10 aprile la revoca della delibera di nomina del presidente Antonino Grillo, accusato di inadempienza istituzionale e di non essere stato super partes. Convocato il consiglio il 16 aprile in seduta straordinaria e urgente, a firma di uno dei capigruppo dell’opposizione, Alfio Pillera (della lista “Insieme per Francesco Sgroi”), e di altri dieci, si sarebbe dovuto discutere il problema dell’assenza di posti al cimitero. Consiglio rinviato però al giorno successivo (e poi non più tenuto per mancanza del numero legale) visto l’abbandono dell’aula da parte dell’opposizione in segno di protesta per la presenza di Grillo, il quale continuerà comunque a presiedere le sedute considerato il parere di non regolarità e di illegittimità della deliberazione consiliare avanzato rispettivamente dal responsabile del settore segreteria e affari generali del Comune, Vincenzo Zirilli, e dal segretario generale, Carmela Vitetta. “Per approvare la mozione di revoca del presidente – scrive infatti Zirilli – è prescritta la maggioranza qualificata dei due terzi, con votazione per appello nominale, dei componenti del consiglio previa disciplina statutaria”. Disciplina statutaria che invece non è stata ancora modificata e che, pertanto, non prevede tale revoca. Dunque un atto che non ha una valenza amministrativa quanto politica. E se da un parte Grillo, difendendo il proprio operato, afferma che secondo lui “è diventato un problema di natura non più politica ma personale. Però – aggiunge – non credo che questo muro contro muro continuerà, perché sto ponendo in atto dei rimedi e a giorni ne renderò tutti i consiglieri comunali partecipi”, dall’altro Pillera, ribadendo che non c’è invece nulla di personale nella revoca, non dà la certezza che l’opposizione non continuerà con questa forma di protesta.

Intanto però in consiglio non si è discusso un problema che è diventato ormai un’emergenza. A sentire il consigliere di opposizione sarebbero stati infatti diversi i punti salienti che i firmatari avrebbero voluto portare all’attenzione del consiglio: la mancanza di un contratto, di un accordo formale tra l’amministrazione e i Frati Cappuccini; la mancanza di una relazione tecnica e di un progetto per la realizzazione dei 45 loculi, la cui assenza non garantisce, dice Pillera, la sicurezza all’interno della cappella; le lungaggini nell’affrontare un problema di cui l’amministrazione è a conoscenza già dal 2013; la condizione di irregolarità che si è venuta a creare nel momento in cui almeno tre sono state le bare parcheggiate più di dieci giorni (limite consentito dal regolamento comunale di polizia mortuaria) in un obitorio per di più, precisa Pillera, non refrigerato. Per quest’ultimo punto, conclude il consigliere, l’opposizione ha già diffidato il sindaco e presentato una denuncia alle forze dell'ordine.

Dal canto suo il primo cittadino assicura che i lavori inizieranno in tempi brevi. “Tra il Comune e i cappuccini c’è un atto formale – aggiunge – perché c’è un’email, che una volta che è stata stampata e protocollata è un atto ufficiale, in cui loro ci dicono che nelle more di formalizzare l’accordo ci danno la disponibilità immediata della cappella. È lo stesso iter seguito per quella delle suore”. “Sono stati fatti anche dei sopralluoghi – continua – e si è visto che la cappella potrebbe ospitare non più di 45 loculi”. A fare eco a Mangione anche l’assessore ai lavori pubblici, Carmelo Franco, il quale ha dichiarato di aver dato all’ufficio tecnico martedì 21 aprile “alle 13 direttive per stilare il progetto da realizzare all’interno della cappella dei cappuccini. Progetto che molto probabilmente nel giro di pochi giorni sarà pronto e quindi manderemo in gara un progetto esecutivo. Pertanto tra una ventina di giorni potrebbero iniziare i lavori”.

La partita resta dunque ancora aperta e nelle prossime settimane si prevede che a separare i defunti dal riposo eterno sarà ancora l’obitorio, diventato ormai quella sponda su cui aspettare il mitico Caronte per l’ultimo viaggio, in questo caso, terreno.

 


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