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la lettera

Accuse di Musumeci, Cittainsieme:
"Ha scoperto l'acqua calda"

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CATANIA -Non tutte le reazioni sono uguali. Alle parole, anzi, alle accuse lanciate da Nello Musumeci, presidente della Commissione antimafia all'Ars, di voto di scambio messo in pratica da alcuni consiglieri comunali di Catania alle ultime elezioni, non tutti hanno infatti commentato nello stesso modo. Le parole dell'ex presidente della Provincia, nonché ex consigliere comunale, da un lato hanno provocato reazioni più o meno indignate nel mondo della politica e a Palazzo degli Elefanti, dall'altro hanno scatenato i commenti di chi ha sempre sospettato che la mafia o la mentalità mafiosa - che poi così diverse non sono - non siano estranee al Palazzo e, dunque, non ha trovato per nulla sorprendenti le dichiarazioni di Musumeci. Quanto, al contrario, il fatto che questi non abbia fatto i nomi. Come gli attivisti di Cittainsieme che, infatti, hanno mandato una lettera a commento delle parole dell'ex deputato nazionale che, tra il faceto e il serio, evidenzia proprio questo aspetto. Di seguito il testo:

"Siamo esterrefatti! Allibiti! Sconvolti! Negli scranni del consiglio comunale della città di Catania siedono, camuffati di brave persone, una mezza dozzina di consiglieri eletti con voto di scambio di chiara origine mafiosa! Incredibile! Non ce lo saremmo mai aspettato! Questa eccezionale scoperta dell’on. Musumeci, presidente della Commissione regionale Antimafia, ha colto di sorpresa non solo gli interessati, ma tutti i cittadini catanesi, non solo, ma anche quelli di Adrano, Paternò, Belpasso, Passopisciaro, Realmonte, e persino di Corleone. Cittadini tutti altamente preoccupati che anche all’interno dei loro consigli comunali sia, improvvisamente, accaduta qualcosa del genere.

Dove sono andati a finire i bei tempi passati di quando a Catania era sparito il voto di scambio, il clientelismo del povero e del mafioso, e la scheda, deposta nell’urna in tutte le tornate elettorali, era pulita, immacolata, trasparente, immersa nella trasparenza della maturità politica e nella consapevolezza onesta dei votanti? Ma adesso tutto è cambiato! La mafia corrompe anche a Catania non solo la festa di Sant’Agata, ma anche le elezioni comunal. Mettiamo da parte lo scherzo! Vogliamo solo dire all’on. Musumeci che il dilemma è cornuto! Delle due l’una: o egli sospetta, come tutti noi, che una percentuale degli eletti, utilizzi appoggi clientelari e talvolti mafiosi, ed allora ha scoperto l’acqua calda, oppure egli sa, chi, quali e quanti sono i consiglieri comunali che a Catania sono stati eletti con l’appoggio delle cosche mafiose. Si affretti allora a conferire con i magistrati, subito, perché i nomi dei mafiosi che ci amministrano li vogliamo sapere anche noi!".

 


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