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Licodia Eubea/Cara di Mineo

Fondi dei migranti alle sagre:
“Abbiamo sostenuto l'integrazione”

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Alla festa dell'Uva di Licodia Eubea, con i fondi dell'integrazione sono stati comprati prodotti per degustazione, magliette, ceramiche e luminarie. Al taglio del nastro i big della politica.


MINEO- Novantamila euro dei fondi pubblici riservati ai migranti sono stati destinati al finanziamento di eventi culturali, feste e sagre. La sagra dell'Uva di Licodia Eubea è stata finanziata con 10mila euro stanziati dal Consorzio Calatino Terra d'accoglienza, ente che amministra il Cara di Mineo. Ufficialmente doveva trattarsi di un progetto di "integrazione" degli ospiti del Cara di Mineo, ma a loro non è stato riservato alcun appuntamento del programma ufficiale e al taglio del nastro sfilavano i big della politica. Secondo il sindaco di Licodia Giovanni Verga, però, i migranti sarebbero stati ospitati durante numerosi appuntamenti e l'integrazione sarebbe avvenuta grazie anche ai bus messi a disposizione dalla ditta che esegue il trasporto urbano. Ma soprattutto, alcune donne del Cara avrebbero partecipato alla sfilata.

LA DELIBERA- Il 21 luglio del 2014 si riunisce il consiglio di amministrazione del Consorzio calatino terra d'accoglienza che amministra il Cara di Mineo. Del Consorzio fanno parte di comuni di Mineo, San Michele di Ganzaria, Vizzini, San Cono, Ramacca, Raddusa, Licodia Eubea, Mirabella Imbaccari e Castel di Judica.

Il Cda dell'Ente è presieduto da Anna Aloisi, sindaco di Mineo del Nuovocentrodestra, l'argomento all'ordine del giorno è l'attribuzione del budget “per iniziative finalizzate all'integrazione degli ospiti del centro Cara da organizzare nei singoli comuni aderenti al Consorzio”.

In pratica, i 9 comuni che compongono il consorzio sono gli stessi che ricevono i fondi per l'integrazione: 10mila euro ciascuno, in cambio devono predisporre un progetto “finalizzato -si legge nella delibera- all'integrazione degli ospiti del centro Cara”.

Uno dei più veloci è il Comune di Licodia Eubea, addiruttura opera in stato di “urgenza”.

Il 26 agosto, mentre il sole infuoca le campagne di Licodia, il Comune mobilita i burocrati per individuare il responsabile del procedimento per il “progetto integrazione XIII festa dell'Uva e delle eccellenze iblee”.

Altro che ritardi della burocrazia, lo stesso giorno in cui si deve trovare il responsabile del procedimento per redigere il progetto di integrazione, si riunisce la giunta municipale per approvare il programma della Festa dell'uva da tavola e delle eccellenze iblee “ritenuto urgente -si legge nella delibera- in considerazione dell'ormai imminente scadenza della manifestazione denonimata Festa dell'uva da Tavola fissata per i giorni 5,6,7 settembre”.

Il progetto di “integrazione degli ospiti del Cara”, confluisce in una “presa d'atto del cofinanziamento di 10mila euro da parte del Consorzio Calatino terra d'accoglienza”.

Leggendo il programma ufficiale si scopre che ai migranti e all'integrazione, non è stato riservato alcun momento. Un cartellone ricco d'appuntamenti che prevedeva la terza edizione di “Cani in passerella”, una triangolare di calcio, la degustazione di uva da tavola e prodotti tipici locali con tanto di banda musicale, una conferenza sulla “Tracciabilità e sicurezza alimentare” con ospiti illustri, una sfilata di moda “Fashion day tour”.

Ma come sono stati spesi i fondi destinati ai migranti? Sono finiti in un calderone che comprendeva anche 7mila euro di fondi pubblici, 13mila euro provenienti da sponsor, 3mila da enti pubblici impiegati per comprare “magliette commemorative” (1500 euro), acquisto prodotti per degustazione (3mila euro), pubblicità “1.500 euro”, spettacolo musicale “13.200 euro”, materiale di cancelleria, spese Siae, gruppi folcloristici e corpi di vigilanza.

Interviene il sindaco. Anna Aloisi, presidente del Cda del Consorzio Calatino terra d'accoglienza e sindaco di Mineo, intervistata da LivesiciliaCatania spiega che “la sagra di Licodia Eubea e gli altri eventi finanziati rappresentano il momento migliore per favorire l'integrazione tra cittadini e abitanti, non a caso abbiamo puntato sulle feste di paese. Vogliamo coinvolgere i cittadini in progetti che li riguardano e che possano favorire l'incontro e la convivenza con i migranti che soggiornano a Mineo”.

 

 


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