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i danni del maltempo

In ginocchio dopo il tornado
“Non so come mangiare”

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Circa 700 tra aziende e abitazioni sono state danneggiate ad Acireale. Tra loro c'è Antonino Cantarella, meccanico, che non chiede soldi, ma pali zincati e coperture “per tornare a lavorare”.

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ACIREALE- L'azienda di Antonino Cantarella, noto come uno dei migliori meccanici di camper catanesi, è in ginocchio a causa del tornado che ha investito Acireale il 5 novembre. “Tutto quello che abbiamo costruito in 25 anni di sacrifici -dice a LivesiciliaCatania- è andato in fumo e adesso non sappiamo più come fare”.

L'imprenditore ricorda bene il momento in cui è arrivato il tornado: “Tre quarti d'ora prima siamo usciti dall'azienda, dopo circa mezz'ora ci ha chiamati un meccanico e ci ha detto che era stato distrutto tutto, che c'erano alberi dentro l'azienda. Abito a 2 km di distanza, quando sono arrivato sul posto con mio padre ci siamo messi a piangere, abbiamo visto 25 anni di sacrifici bruciati. Siamo segli artigiani, lavoriamo per guadagnarci la giornata”

Dell'azienda fondata dal padre di Antonino, punto di riferimento per le manutenzioni di camper e roulottes, resta ben poco. Le lamiere zincate delle coperture sono state divelte, “anche i tubi d'acciaio da 15 centimetri sono stati piegati e sbalzati”, aggiunge Cantarella, che precisa: “Stiamo parlando di strutture regolarmente autorizzate dal Comune e a norma”. Non si contano i danni ai veicoli custoditi all'interno dei piazzali: vetri rotti, pareti sfondate da pali di ferro, coibentazioni distrutte, per non parlare delle ammaccature a sportelli e tetti. In totale i danni infrastrutturali ammontano, secondo l'imprenditore, a 70mila euro.

“Attraverso LivesiciliaCatania lancio un appello agli imprenditori e ai politici: aiutatemi, non sappiamo come dobbiamo fronteggiare la quotidianità”.

Antonino Cantarella non chiede soldi: “Ci servono pali zincati, coperture, pezzi di ricambio, chi può ci aiuti”.

L'imprenditore ha presentato un'istanza alla Protezione civile, “si tratta di una documentazione preventiva, ancora però non sono venuti a fare il sopralluogo”.

Da un giorno all'altro, per Antonino Cantarella è cambiato tutto: “Ho una famiglia e non sto potendo lavorare, mi stanno aiutando gli amici. Non ho molta fiducia dei politici, spero che qualche azienda mi aiuti a ricostruire, non voglio soldi, inviatemi i materiali”.


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