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La sentenza

Assolto Gianni Vezzosi
Era accusato di lesioni

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Si conclude con l'assoluzione la vicenda giudiziaria che ha coinvolto il cantante neomelodico catanese.

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CATANIA – Gianni Vezzosi è stato assolto. Questo l'epilogo della vicenda giudiziaria che vede coinvolto il cantante neo melodico Gianni Vezzosi, finito sotto processo per essere il presunto mandate di un'aggressione ai danni di Samuele Bombaci, siracusano e amico della ex compagna Luisa “Laila” Consoli.

Luisa "Laila" Consoli e Saluele Bombaci



Il giudice Giuliana Sammartino, con sentenza di primo grado, lo ha assolto con la formula "per non aver commesso il fatto" per le accuse riguardanti il pestaggio a Bombaci, assolto "perche non sussiste il fatto" invece per il capo di imputazione sugli atti persecutori nei confronti dell'ex compagna Luisa Laila Consoli. Il difensore del cantante neo melodico, l'avvocato Ruggero Razza al termine della lettura del dispositivo ha manifestato la sua grande soddisfazione: "Una sentenza nella quale ci riconosciamo - ha dichiarato - e frutto del lavoro reso in dibattimento dove siamo riusciti a fornire ai giudici elementi importanti dai quali è emersa l'innocenza del nostro assistito". Vezzosi, in tour a Milano, non era presente in aula ed ha saputo l'esito dalla voce dei suoi legali.


L'accusa rappresentata dal pm Agata Consoli aveva chiesto al Tribunale l’assoluzione dall’accusa di atti persecutori ma la condanna a 2 anni e 4 mesi per lesioni aggravate. Per i difensori, gli avvocati Ruggero Razza e Giampiero Alfarini, invece Vezzosi sarebbe assolutamente innocente e non avrebbe agito da mandante della bastonatura di Bombaci.

Ricostruita durante le fasi del processo anche la burrascosa vicenda sentimentale del popolare cantante catanese con la Consoli. “L’ho conosciuta quando giravo un video. Lei si occupava di cortometraggi. La nostra relazione sentimentale – racconta Vezzosi – non è mai iniziata, non c’era corrispondenza da parte mia, abbiamo avuto un rapporto sessuale da cui è nato il figlio. Gli sms? Era un modo che usavo per tenerla buona. ma non l'ho mai aggredita". Il figlio nato nel settembre 2011 dalla relazione è stato solo di recente riconosciuto dal cantante. Il tutto è avvenuto dopo l’esame del dna. Il bambino ha lo stesso mantenuto il cognome della madre.

Nel mese di giugno del 2013, Bombaci e la Consoli sono stati arrestati dagli agenti della squadra mobile di Catania per furto, ricettazione e tentata estorsione. L’inchiesta è ancora aperta. Vittima dei due sarebbe un’avvocatessa dello studio di Enzo Trantino, legale quest’ultimo, che da quel momento in poi ha rinunciato alla difesa delle due parti civili.

Durante il periodo detentivo, Vezzosi non ha rinunciato alla produzione artistica. Scritte infatti più canzoni che traggono ispirazione delle sue vicende carcerarie. Tra i brani più famosi ci sono "O killer", "L'arresto" e "Arresti domiciliari". Una delle strofe dei suoi pezzi così recita: "O brigadiere, sapimm quant e cara a libertà..."


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