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gestione e smaltimento

Un sistema misto per i rifiuti
Ecco la proposta di Adiconsum

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adiconsum, Catania, emanuele bonomo, rifiuti, Politica
CATANIA – E’ diventata una proposta, consegnata questa mattina negli uffici comunali, quanto emerso dal dibattito sul sistema rifiuti, organizzato la settimana scorsa da Adiconsum. Oggi, infatti, a poche ore dalla ripresa della discussione dulla Iuc, l’imposta unica municipale unica – che comprende anche la tassa sui rifiuti – l’associazione di consumatori di area Cisl ha consegnato un articolato documento contenente l’esame dello status quo e alcuni suggerimenti per invertire il trend. A illustrare i dettagli di quanto elaborato dal centro studi dell’associazione a LiveSiciliaCatania, Emanuele Bonomo, presidente dell’Adiconsum etnea.

Presidente, quali sono i motivi di tanti primati negativi di Catania in materia di rifiuti?

A nostro avviso l’incapacità dimostrata dalla città di raggiungere gli obiettivi minimi dipende in gran parte da un modello di gestione inefficiente e inefficace espressione di una vecchia impostazione culturale che concepisce il rifiuto solo come un problema e non anche come una risorsa e di un mancato coinvolgimento dei cittadini nella scelta.

Quali le proposte che avete consegnato oggi?

Catania potrebbe introdurre un sistema di raccolta “misto” composto da una raccolta a domicilio o c.d. “porta a porta” nelle zone più centrali della città e da “Isole di conferimento” dei rifiuti (differenziati e non differenziati) nelle zone più periferiche. “Isole” che potrebbero poi essere gestite attraverso la c.d. pratica del Neighborhood Watching (controllo di vicinato). Tutto il sistema di raccolta nel suo insieme dovrebbe poi essere integrato dalla presenza omogenea in tutto il territorio cittadino di “Stazioni Ecologiche Attrezzate” necessarie per la raccolta di tutti i materiali che per volume o tipologia non è possibile conferire nei cassonetti della normale raccolta e infine da un Servizio di ritiro gratuito per i rifiuti ingombranti (materassi, mobili, elettrodomestici ecc.).

Cosa cambierebbe rispetto al modello attuale?

Tale sistema di raccolta deve essere preceduto da un coinvolgimento dei cittadini nella scelta del modello e da una efficace campagna di comunicazione e informazione tesa a spiegare agli stessi quanto sia costoso per la collettività e per il singolo non applicare la differenziata e tutto il sistema deve essere corroborato, successivamente, da una forte attività di controllo che riesca ad erogare sanzioni quasi certe e decisamente salate ai cittadini trasgressori.

Altri suggerimenti? Avete parlato di premialità collettiva. Che significa?

Noi riteniamo che, i meccanismi di premialità individuali (per esempio sconti sulla tassa a chi differenzia di più come singolo) siano civicamente poco educativi. Al contrario crediamo che, i meccanismi di premialità collettiva siano più efficaci e decisamente più accettabili. In altri termini per generare cultura dell’ambiente che è cultura civica bisogna proporre modelli aggreganti, collettivi, proprio sul senso di collettività, di bene comune, si basa la cultura civica. Un esempio di premialità collettiva potrebbe essere un risparmio pre-determinato sulla tassa corrisposto dall’amministrazione al raggiungimento di determinati livelli percentuali di differenziata da parte della città nel suo insieme. Differenziare i rifiuti deve diventare naturale come non passare con il rosso, non prendere un senso vietato, non compiere atti vandalici ecc.. Nessuno ci premia quando rispettiamo queste elementari regole stradali e del vivere civile. Lo facciamo perché sappiamo che è giusto farlo e perché rispettando tali regole viviamo meglio come collettività. La stessa dinamica deve generarsi per la differenziazione dei rifiuti.

 


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