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Concorso truccato, D'Agata:
"Serve condanna definitiva"

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Catania, comune di catania, concorso truccato, scandalo, Cronaca
CATANIA- Il concorso per la scelta degli istruttori direttivi del Comune di Catania è stato truccato, la magistratura lo ha accertato e decine di dipendenti sono stati penalizzati a differenza di numerosi favoriti. Uno scandalo che si protrae dal 2004, quando con un concorso farsa è stato stabilito chi aveva i requisiti per diventare istruttore direttivo e ricoprire posizioni organizzative con funzioni dirigenziali.

Uno dei voti modificati a penna



Durante quella selezione è accaduto di tutto:
voti ritoccati a penna dalla commissione, battute indirizzate ai candidati per segnalare le maggiorazioni di valutazione, voti ribassati ed errori intenzionali nella sommatoria dei punteggi. Il risultato è che da quasi dieci anni un lungo elenco di dipendenti penalizzati dal concorso truccato non hanno potuto svolgere le mansioni di istruttore direttivo. Incalcolabili i danni economici, ma ancor di più le sofferenze di coloro che sono stati riconosciuti vittime dalla magistratura e sono costretti a trascorrere le giornate vedendo sfilare i colleghi favoriti ogni giorno.

Un 5 trasformato in 8



Nel 2011 con due diverse interrogazioni, l'allora consigliere comunale Rosario D'Agata, attuale assessore alla Legalità, portò -dopo la stampa locale- il caso in Palazzo. “Ritenuto -scriveva D'Agata- che l'intero concorso risulta viziato da comportamenti che oltre essere penalmente rilevanti hanno recato un danno non indifferente a quanti si sono visti scavalcare da altri il cui merito era rappresentato soltanto dal fatto di aver ottenuto la segnalazione da parte dei potenti di turno, chiedo di conoscere quale sia l'orientamento dell'amministrazione in ordine a tale concorso, essendo evidenti le gravi violazioni di legge commesse nel corso dell'espletamento e per le quali si imporrebbe un provvedimento di annullamento o sospensione che in qualche modo riesca ad eliminare il grave danno perpetuato a quanti, pur preparati, si sono visti scavalcare in graduatoria”.

A 3 anni di distanza da questa interrogazione, Rosario D'Agata è assessore alla Legalitàe spiega: "Dobbiamo attendere una sentenza definitiva di condanna e valutare anche l'esito del ricorso amministrativo prima di assumere una decisione".

 

 




 


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