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Giarre

Disavanzo di oltre 8 milioni
Bonaccorsi: “No al dissesto”

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Il sindaco Bonaccorsi durante l'assemblea pubblica

Il sindaco Bonaccorsi durante l'assemblea pubblica



GIARRE. Si è concluso, come annunciato da Roberto Bonaccorsi in campagna elettorale, il lavoro di verifica della situazione economico finanziaria del comune di Giarre. L’esito, dopo tre mesi di scrupolosa analisi, sembra essere peggiore di quello che il primo cittadino si aspettava. Prima di rendere noti i numeri, dal palco del Teatro Rex, gremito in ogni ordine di posto, il sindaco si toglie qualche sassolino dalla scarpa. “Nell’ultimo comizio del 21 giugno ritengo che ci sia stata una caduta di stile – dice il sindaco di Giarre - Hanno offeso la mia onorabilità professionale. Avevano detto che avevo disastrato il comune di Catania, che ero un ragionierino, che ero un amministratore di condominio e che quindi non sarei stato in grado di amministrare Giarre. I fatti li hanno smentiti”.

Da Catania, quindi, dove tutto ha avuto inizio, prende il via la conferenza pubblica di Roberto Bonaccorsi. In prima fila l’ex sindaco Raffaele Stancanelli annuisce. “Sono stato in silenzio per tre mesi – prosegue Bonaccorsi - nel corso dei quali il bilancio del comune di Catania è stato spulciato dall’Ifel, l’Istituto finanziario degli enti locali, chiamato da Enzo Bianco, dagli esperti dell’assessorato regionale al Bilancio e dalla ragioneria generale dello Stato. Hanno certificato che quel bilancio aveva una valenza di certezza tale da poter poi, con il piano di risanamento, essere approvato prima dal Ministero degli Interni e poi dalla Corte dei Conti. Tutto si è concluso – continua il sindaco - con una telefonata dell’attuale assessore al Bilancio del comune di Catania che mi ha detto: “Sentivo il dovere morale di dirtelo personalmente. Il piano di risanamento è stato accettato. Catania è salva. Il tuo piano è stato accettato”. L’indomani anche se con un ringraziamento un po’ sfumato, anche il sindaco Bianco non si è potuto esimere dal ringraziare l’amministrazione precedente”. Chiuso il capitolo Catania, il primo cittadino giarrese inizia il resoconto dell’attività svolta. E i numeri sono vertiginosi. Il disavanzo accertato al 30 giugno è pari a 8.144.260 euro. Ma resterebbe da definire ancora circa l’80% dei rapporti aperti tra l’ente e i 211 legali incaricati negli ultimi anni. A questi numeri va aggiunto il rischio da contenzioso, una cifra di poco superiore ai 14 milioni, che pende come una spada di Damocle sul comune. Per Roberto Bonaccorsi il dissesto si può evitare ma è necessario il sostegno di tutte le forze politiche.

“Voglio che questo impegno sia l’impegno di tutti – spiega il sindaco di Giarre - Sarà un peso grande, saremo chiamati a delle scelte, il consiglio comunale sarà chiamato ad approvare delibere importanti. Le conseguenze del dissesto, oltre al discredito della città, sarebbero letali per i lavoratori precari, con cui ho assunto l’impegno di far tutto quello che è nelle mie possibilità per arrivare alla loro stabilizzazione . Ma il dissesto – prosegue Bonaccorsi - significherebbe anche che i dipendenti del comune che abbiamo in eccesso, rispetto alla media dei dipendenti che ogni triennio stabilisce il Ministero degli Interni, andrebbero in mobilità, partendo dagli ultimi assunti. Si arriverebbe al disastro dell’economia cittadina perché il piccolo imprenditore o il fornitore potrebbe non essere più pagato. Sono certo che negli atti fondamentali nessuno farà venire meno il proprio appoggio”. Il primo cittadino indica anche la via intrapresa per uscire dalla difficile situazione e i primi provvedimenti adottati per ridurre significativamente le spese. Innanzitutto quelle legali con l’istituzione del Collegio di difesa, composto da cinque avvocati ed un commercialista, che costerà complessivamente 60mila euro l’anno.

“Ogni anno le spese legali erano pari a 600-700 mila euro – illustra Roberto Bonaccorsi - Risparmieremo 540mila euro all’anno e non sono pochi. A questi risparmi ne aggiungeremo altri. Il comune di Giarre spende per la manutenzione e per la telefonia circa 1 milione e 600 mila euro l’anno, più di quanto spendeva il comune di Catania. Sono cifre pazzesche. Abbiamo le autostrade informatiche – dice il sindaco - ma non abbiamo i soldi per tappare le buche nelle strade. Ho mandato una lettera per la disdetta di questi contratti. Poi manderemo a gara, perché questi contratti non sono stati fatti con gara, i servizi essenziali per l’ente”.

Bonaccorsi annuncia anche la fine degli incarichi esterni con l’utilizzo delle professionalità interne all’ente. La riorganizzazione della macchina amministrativa prevede infatti che il personale reimpiegato nel corso degli anni in altri uffici, tornerà a svolgere le qualifiche professionali per le quali è stato assunto.


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