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Il Viaggio

Staminali, Smeraldina a Brescia
per la quinta infusione

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smeraldina camiolo, spedali civili di brescia, staminali, Vannoni, Cronaca

Il viaggio in aereo



Catania – Ore 15.00. L'aereo proveniente da “Fontanarossa” è atterrato, Smeralda Camiolo è arrivata a Brescia. La piccola è partita oggi infatti per raggiungere gli “Spedali Civili” di Brescia per completare il primo ciclo di infusioni con il metodo Stamina del professore Davide Vannoni. Il volo è quello della presidenza del Consiglio e ad assisterla sono i militari dell’aeronautica in collaborazione con il personale dell’equipe medica di Giuseppe Ferlazzo. Direttore della Rianimazione pediatrica del Garibaldi Nesima di Catania, unità operativa in cui la bambina è ricoverata sin dalla nascita. Non manca il papà, Giuseppe Camiolo, insostituibile compagno di avventura della bimba dagli occhi azzurri.

“Siamo pronti – commenta Giuseppe a Live Sicilia Catania – per il quinto viaggio e per la conclusione del primo step di infusioni mediante cellule staminali mesenchimali. La terapia, cominciata a gennaio dello scorso anno, sarebbe dovuta terminare mesi addietro se non ci fossero stati aspetti burocratici con cui fare i conti, in primis il blocco dell’Aifa. Dopo un’ispezione, l’agenzia italiana del farmaco sostenne, difatti, che i locali di uno dei migliori laboratori di espansione cellulare d’Europa, mi riferisco appunto all’ospedale di Brescia, non risultavano idonei. Noi ovviamente ci siamo opposti, ricorrendo al Tar di Brescia e al Tribunale Civile di Catania. Quest’ultimo, a fine agosto, ha emanato una sentenza stabilendo che mia figlia aveva l’obbligo di continuare le cure perché a nessuno si può negare il diritto a sperare”. Diversi i miglioramenti, seppure lievi, riscontrati da mamma e papà nell’ultimo anno. “Non sappiamo se si tratti di un caso o meno – continua il padre della bimba – ma fatto sta che da quando Smeraldina ha intrapreso il percorso con le staminali presenta una riduzione dell’ipertonia, una maggiore apertura delle palpebre, l’aumento della lacrimazione e la capacità di respirare autonomamente per 72 ore che le ha permesso di abbandonare per un pò il lettino su cui giace da quando è nata e godere finalmente della luce del sole. Il percorso che dovrà affrontare è molto lungo, ragion per cui terminato questo primo step occorrerà intraprenderne un altro. Di rientro da Brescia, al momento ci concentriamo sul suo arrivo finalmente a casa: Smeralda potrà godere dell’affetto mio, di mia moglie e dei suoi fratellini h24”.


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