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LA PROTESTA

Consorzio di bonifica 9:
lavoratori in assemblea

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Catania, cgil, consorzio di bonifica 9, protesta, Cronaca
Catania. Consorzio di bonifica 9 senza finanziamenti da Gennaio: lavoratori pronti allo sciopero. Sono pronti a incrociare le braccia, i lavoratori dei cantieri che soffrono da vicino “la grave crisi economica e finanziaria che sta investendo il Consorzio di Bonifica 9 Catania”. Uno stato di cose che la Flai Cgil e la Filbi Uil di Catania denunciano con una lettera indirizzata al Prefetto, alla Procura generale della Corte dei conti e al presidente della Regione, Rosario Crocetta. I sindacati dichiarano lo stato di assemblea permanente, in tutti i cantieri del comprensorio e della sede centrale, e non escludono il ricorso allo sciopero. I sindacati individuano l’origine della crisi nell’ “assente e alquanto dissennatagestione del Commissario Straordinario Unico per i Consorzi di Bonifica della Sicilia”. Infatti, “Il Consorzio di Bonifica 9 Catania non riceve da Gennaio scorso i dovuti finanziamenti previsti per il suo funzionamento e per il pagamento di salari e stipendi”. “Tutto questo, nonostante le ripetute richieste e i solleciti inoltrati al Commissario Straordinario Unico”.

Una sofferenza di liquidità che “ha portato l’ente alla paralisi”. Uno stato di cose che ha causato pesanti ricadute sull’operato dell’ente. Infatti, “ciò comporta l'impossibilità per lo stesso di acquistare i materiali per effettuare i lavori di manutenzione sulla rete di canali e sulla rete tubata, estesa per più di 9.000 Km, propedeutici all’avvio della campagna irrigua 2013”. Un altro effetto riguarda “l’impossibilità a onorare i debiti derivanti dall’acquisto di carburante occorrente per l’utilizzo di mezzi pesanti e leggeri necessari per le manutenzioni e per la distribuzione irrigua”. Inoltre, “la mancata erogazione degli stipendi ha determinando un danno ai dipendenti dell’ente, che non riescono a raggiungere i luoghi di lavoro dislocati nel comprensorio, per incapienza economica personale”. Tutti questi fattori stanno mettendo in crisi l’ente che non riesce a fornire “i dovuti servizi agli oltre 22.000 utenti del comprensorio etneo” e non solo, con gravi ricadute sull’ agricoltura dell’intera Piana di Catania.

I sindacati individuano specifiche responsabilità. “Il Commissario Straordinario Unico ha volontariamente rinunciato alla gestione del primo Consorzio della Sicilia per estensione (55.000 Ha) e utenza (22.000), a vantaggio di piccole realtà consortili, minando alla stabilità sociale dei distretti agricoli delle provincie di Catania, Enna e Siracusa”. “Di contro, - proseguono Cgil e Uil- il Commissario Straordinario Unico è dedito alla costituzione di sovrastrutture interconsortili, non previste dalla legge regionale 45/’95 (che regolamenta la gestione e l'organizzazione dei Consorzi di Bonifica in Sicilia), operando nomine di altrettanti dirigenti (con diretti aggravi di spesa pubblica a carico delle casse dei Consorzi e della Regione Sicilia). E ancora si legge nella nota: “Deliberando promozioni di dirigenti e direttori generali senza che sia stata avviata alcuna procedura concorsuale interna (meriti comparativi) o esterna (concorso aperto ai dipendenti di tutti i Consorzi della Sicilia) violando le norme dettate dal POV (Piano di Organizzazione Variabile dei Consorzi), dal contratto nazionale del lavoro e dalla legislazione regionale e nazionale”.

A fronte di questa situazione, i sindacati chiedono “l’immediato trasferimento delle risorse finanziarie necessarie al funzionamento e alla sopravvivenza del Consorzio di Bonifica 9 Catania, in modo da consentire la proroga agli operai stagionali, del personale d'ufficio a tempo determinato, oltre alla erogazione puntuale degli stipendi”. Le rivendicazioni sindacali tuttavia, non si fermano qui. Cgil e Uil chiedono inoltre: “L’immediata organizzazione del personale attraverso la copertura del vigente POV, con il personale stagionale, a tempo determinato e indeterminato, a norma del contratto nazionale e norme correlate; l’immediata revoca di tutti gli atti deliberativi che il Commissario Straordinario Unico ha posto in essere, con la creazione di sovrastrutture consortili non previste dalla legge 45/’95”. E “l’immediata revoca delle delibere con le quali sono stati nominati il direttore generale e il dirigente dell’Area Agraria del Consorzio di Caltagirone, che ricopre contemporaneamente anche l’incarico di dirigente dell’Ufficio Legale Interconsortile, in violazione alle leggi vigenti”.


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