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La "rivoluzione" di Gigliuto:
Cinque idee a costo zero

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Catania, elezioni amministrative 2013, livio gigliuto, Politica
CATANIA. Cinque proposte a costo zero. “Rivoluzionarie ma semplici da realizzare” così Livio Gigliuto considera le cinque proposte che i giovani dei comitati per Bianco hanno presentato domenica scorsa al Parco Falcone. Le stelle polari sono l’Europa e le nuove tecnologie, un binomio caro ai ragazzi di Bianco. “Abbiamo presentato cinque proposte a costo zero”. Nello specifico: l’istituzione di una Catania-card, un’isola Wi-Fi, un sistema di palestre all’aperto in grado di generare energia elettrica, una casa dei mestieri e un piano di marketing per la città fondato sull’idea del “Brand Catania”.

“La Catania-card è un sistema che consentirebbe la partecipazione attiva dei cittadini che, partecipando a una consultazione via web, potrebbero votare le proposte e i progetti promossi dall’amministrazione comunale”. Un’idea che richiama l’esperienza milanese della giunta Pisapia, ma con una novità: la possibilità di voto per tutti gli over quattordici, gli abitanti dell’hinterland, gli immigrati di seconda generazione e gli studenti fuori sede. Da Milano all’Inghilterra, nello specifico la cittadina di Hull, nasce un’altra proposta dei giovani dei comitati: una palestra all’aperto. “Uno spazio verde – spiega Gigliuto- dove sia possibile effettuare attività fisica ma con una particolarità: l’energia cinetica, grazie allo sforzo fisico degli utenti, viene trasformata in energia elettrica consentendo l’illuminazione dell’area circostante”.

L’oasi Wi-Fi immaginata dai ragazzi dei comitati, invece, “dovrebbe essere creata all’interno di zone verdi, in prossimità di scuole e università e in ogni quartiere per consentire a chi vuole di connettersi gratuitamente su internet”. I numerosi edifici sfitti o i beni confiscati alla mafia, invece, potrebbero diventare “la casa dei mestieri”, luoghi in cui si insegnano lavori tradizionali e non, ma anche “corsi di lingua”. Una spesa minima per i partecipanti che però consentirebbe una entrata economica a chi tiene i corsi. L’ultimo tassello della città europea immaginata dai supporters di Bianco, che ha accolto tutte le proposte avanzate, riguarda la creazione di un piano di marketing per la città. “E’ l’argomento della mia tesi di laurea” spiega Gigliuto, ideatore, appunto, di quello che chiama “il Brand Catania”. Un modo per “impostare un piano di marketing per Catania, finalizzato a comunicare all’esterno le specificità della tua città, incrementando così il turismo e attirando i finanziamenti”.

Per creare un brand, però, è necessario individuare “le specificità della città, che vanno dal patrimonio artistico alle bellezze naturalistiche, tenendo conto allo stesso tempo di aspetti come la movida e l’enogastronomia”. Una volta fissate queste coordinate “il prodotto” è pronto alla vendita. E la città di Catania ha le carte in regola. “Non è un caso che Catania sia una delle città più fotografate, come dimostrano i dati di Instagram” aggiunge Gigliuto. Creare un brand è la risposta alla domanda: “Perché ti devo scegliere tra le tante offerte a disposizione?”.

Ma il progetto non finisce qui. Gigliuto paventa la possibilità di creare una app, cioè una variante delle applicazioni informatiche per dispositivi mobili come cellulari e tablet. “E’ uno strumento innovativo di promozione, - dice Gigliuto- trovo assurdo che non esista una applicazione di Catania, ne servirebbe una realmente interattiva che consenta non solo di indicare i percorsi turistici ma di votare le bellezze della città (veri e propri percorsi interattivi creati dagli utenti)”. Inoltre, “si potrebbe creare una sezione eventi”, gestita direttamente da artisti o musicisti che improvvisano mostre o spettacoli e lo comunicano in tempo reale. Ma la app immaginata da Gigliuto potrebbe avere anche altre funzioni: ad esempio di rispondere a sondaggi settimanali sulle iniziative dell’amministrazione o di gestione delle emergenze. Infatti, tenuto conto che Catania è una città ad alto tasso sismico tramite l’applicazione si potrebbero monitorare situazioni rischiose e ricevere comunicazioni sui percorsi consigliati o le aree di raccolta più vicine al luogo in cui l’utente si trova.

 

 


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