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le repliche

Navarria: "Non sarò mai servo"
Catalano:"Non rifarei lo stesso errore"

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CATANIA - Pioggia di repliche da parte dei candidati al Consiglio comunale che, nel 2008 appartenevano a una formazione politica e oggi, 5 anni dopo, hanno cambiato idea.


Francesco Navarria, candidato al consiglio comunale con la lista de Il Megafono, replica all'articolo pubblicato da LiveSiciliaCatania. "E' facile generalizzare il cambio di casacca - dichiara - ma bisogna distinguere chi lo ha fatto l'ultimo mese prima della campagna elettorale o chi si vende per una poltrona o altro, da chi lascia il partito di maggioranza e di potere per restare fedele ad un'ideologia e a un programma che questa amministrazione non ha inteso rispettare. Non sarò mai - incalza Navarria - servo di un santone politico, benchè meno di Raffaele Stancanelli, ma sarò servitore di un programma per la città".

Giuseppe Catalano: "Leggere su LivesiciliaCatania che sono un cambia casacca mi ha fatto veramente male!!! Forse hanno dimenticato che da anni combatto questo sindaco?? Ci voleva più coraggio e forza a farlo rivotare!!! meglio cambiare casacca quando questa rappresenta il male per la città... naturalmente non rinnego nulla della mia storia politica, ho sbagliato nel passato ad appoggiare questo sindaco ed oggi per rispetto della città non voglio ripetere lo stesso errore".

Giovanni Fodale: "Cambiare schieramento politico è una scelta dettata dalla mia coerenza alle idee, ai programmi ed agli uomini, e mai ai simboli e agli opportunismi pre-elettorali. Il mio operato è incentrato esclusivamente su una politica di servizio e lontana dalle logiche clientelari. In questo senso mi sento di poter affermare che sono piuttosto gli schieramenti politici a cambiare posizione, mentre io offro la mia volontà di lavorare per i miei concittadini a chi mi offre lo spazio per portare avanti le mie idee con coerenza. Ho ricoperto la carica di consigliere nella municipalità di “Nesima-Monte Po” nel 2005 tra le fila di Forza Italia restandovi per un solo anno. Poi, lontano dalla tornata elettorale e in tempi non sospetti, ho aderito al progetto autonomista considerandolo una grossa opportunità per i siciliani e il riscatto della città di Catania. Ho manifestato, protestato, effettuato mozioni, organizzato sedute itineranti (risultando il più attivo tra i membri della VII municipalità) da Roma fino a Catania, passando per Messina. Un impegno sempre costante e premiato dalla gente con un incremento del 25% nelle elezioni del 2008 rispetto a quelle di 3 anni prima. In seguito, cambiando radicalmente i presupposti che mi avevano convinto a sposare il progetto autonomista ho lasciato l’Mpa e,dopo alcuni mesi, di gruppo misto ho conosciuto l’On. Giuseppe Berretta di cui ho subito condiviso appieno le idee ed i programmi per Catania. Un’avventura iniziata con il movimento “Io cambio Catania” del quale sono diventato coordinatore della sede del Centro Storico".

Agatino Lanzafame: "Se un Sindaco volta le spalle al proprio territorio, dimenticandosi delle periferie, degli ultimi, dei più fragili, è dovere di chi in passato lo ha sostenuto schierarsi dalla parte del cambiamento. Negli ultimi 5 anni, come Consigliere di Municipalità, ho visto il mio territorio e la mia gente soffrire a causa dell'inerzia dell'Amministrazione Stancanelli: le nostre proposte sono state ignorate, e insieme a tanti altri Consiglieri, che oggi sembrano aver dimenticato le inefficienze di questi ultimi anni, abbiamo più volte denunciato l'incapacità di questa amministrazione. E' più coerente chi rinnega un Sindaco incapace che chi persiste nell'errore riproponendolo dopo averlo criticato per 5 anni. Credo che un buon politico debba servire solo la propria terra e la propria gente: la coerenza si manifesta nel non tradire le speranze di coloro che si sono sentiti abbandonati da questa pessima amministrazione e chiedono di voltare pagina. Per questo ho scelto Enzo Bianco perchè sono convinto che con lui sarà veramente tutta un'altra storia. Inoltre - conclude Lanzafame - dopo la presentazione delle liste è evidente che l'esperienza del Movimento per l'Autonomia è finita (nessuna lista Mpa è stata presentata), a causa delle scelte politiche sbagliate intraprese dalla classe dirigente. I tanti giovani che, forse in modo un po' ingenuo, avevano riposto in esso tante speranze hanno dovuto semplicemente prendere atto che quel progetto probabilmente non è mai esistito se non nel cuore dei pochi che ci credevano veramente".



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