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La polemica

“Un sito per Mistero Buffo”
Ad Acireale scatta la protesta

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acireale, Garozzo, mistero buffo, volontariato, Politica
ACIREALE. Sono passati 60 giorni da quando le associazioni Arci Babilonia, Legambiente Acireale, Scarti e Altroquando, che gestiscono il centro Mistero Buffo, consegnavano al Comune di Acireale, una petizione firmata da 550 cittadini che richiedeva l'affidamento in convenzione di un bene pubblico del patrimonio comunale. Da qui, parte il botta e risposta, a distanza, tra il sindaco Nino Garozzo e i promotori dell’iniziativa. “Non è possibile – dice il sindaco Garozzo - giuridicamente parlando, affidare in comodato gratuito immobili del comune, fermo restando che comunque non ci sono immobili disponibili e anche quando dovremmo darli con un bando a titolo oneroso”

Ma le associazioni di Mistero Buffo non ci stanno, e decidono di aprire un’inchiesta relativamente alla presenza e al regolamento dell’utilizzo dei beni comunali. Per questo motivo la protesta si è svolta presso un locale in disuso (nelle foto) in Via Aranci - “Dinanzi al silenzio delle istituzioni, nonostante l'Amministrazione sia tenuta a fare entrambe le cose entro 30 giorni, in base all'art. 6 dello Statuto comunale - dichiara Rosario Rossi, presidente del Circolo Arci Babilonia - abbiamo deciso di andare avanti nella nostra campagna con una serie di azioni: un'inchiesta sugli strumenti che regolamentano l'utilizzo di beni del Comune di Acireale e sui casi in cui alcuni di essi sono stati concessi gratuitamente; il confronto con altre realtà associative interessate ad un processo di riappropriazione dei beni pubblici; una mappatura degli spazi comunali inutilizzati in previsione di azioni di disobbedienza civile e di riappropriazione collettiva che attueremo nel caso in cui non ci sarà un cambiamento di linea da parte dell'Amministrazione".

“Attivo ad Acireale da quasi tredici anni, oggi Mistero Buffo è un centro culturale impegnato per fornire alla città uno spazio libero – dice Mauro Maugeri membro di Mistero Buffo -. La richiesta al Comune nasce proprio dalla constatazione che il lavoro sociale che si offre alla città, in cui ogni cittadino può essere non solo fruitore, ma anche promotore di idee e progetti in cui la creatività è sempre funzionale all'inclusione sociale, non può essere completamente demandato a noi, spese annesse: o l'Amministrazione si impegna a darci uno spazio adeguato a poter svolgere le nostre attività o saremo costretti a chiudere perché le risorse non ci permetteranno di continuare ad esserci, ma ad Acireale ci sono tantissimi spazi inutilizzati, invitiamo l’amministrazione a fare una verifica più attenta”.


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