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L'indagine della polizia postale

Operazione antipedofilia, 4 arresti
Coinvolta la mamma orco travestita da suora

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arrestati pedofili catania, Operazione anti pedofilia, Cronaca
CATANIA - Una vera organizzazione creata per soddisfare i bisogni "aberranti" dei pedofili cybernauti. E' questo quanto è stato scoperto attraverso l'operazione Tor condotta dalla Polizia Postale di Catania con il coordinamento della procura di Catania guidata da Giovanni Salvi e dal procuratore aggiunto Marisa Scavo a capo del pool anti-pedofilia. Un gruppo composto da nove persone che condividevano video e foto con scene di abusi sessuali su minori, alcuni più piccoli di 10 anni, sul mondo "nascosto" di internet, il deep web: il fronte remoto della rete non accessibile attraverso i tradizionali motori di ricerca, come Google.

In questa operazione è coinvolta la mamma di Catania di 48 anni arrestata qualche mese fa: la professionista che vestita da suora aveva abusato del figlio, utilizzando anche oggetti sacri e che provanava chiese, localizzate in Piemonte. In manette anche un uomo di 64 anni di Torino,  parente della catanese, che fungeva da committente e procacciatore di 'clienti' del materiale pedopornografico che poi, su commissione, veniva realizzato dalla madre pedofila. Un aspetto questo che è potuto  emergere grazie anche all'ausilio di intercettazioni ambientali e telefoniche.

L'operazione di oggi ha fatto scattare una serie di perquisizioni domiciliari nel corso della quali sono stati arrestati due romani in flagranza. Un uomo di 41 anni che deteneva immagini dove erano riprese gli abusi ai danni della figlia di 9 anni. Manette scattate ai polsi un 28enne in possesso di oltre 75 mila file, divulgate sulla rete deep web, tra questi foto di una ragazza di 12, identificata, adescata su facebook.

"Abbiamo sfatato un mito - ha affermato Marcello La Bella, Dirigente della Polizia Postale - il deep web non è affatto un far west dove i gruppi pedopornografici possono agire senza essere perseguiti. Questa indagine è partita da una nostra iniziativa in un mondo parallelo ancora poco esplorato. Si tratta di una delle prime attività di questo tipo in Italia. L'aspetto importante - sottolinea il poliziotto - è che siamo riusciti a identificare alcuni minori seviziati, questo ci permette di poter iniziare un percorso con loro di tutela e di protezione, oltre a un cammino di tipo psciologico".

Essendo alcuni dei bimbi violentati figli degli arrestati, la Procura ha deciso di non divulgare i nomi per rispetto della sfera privata dei ragazzi che fornendo i dati anagrafici dei pedofili potrebbero essere identificati, e quindi vedere maggiorato il trauma che già stanno vivendo nella loro vita emotiva, umana e familiare.


Sono, dunque, quattro le persone finite in manette, tutte accusate a vario titolo di produzione, commercio, divulgazione e detenzione di materiale pedo-pornografico, oltre che di abuso su minori. Gli altri cinque indagati, componenti del gruppo criminale, di cui alcuni residenti a Rimini, sono stati denunciati all'autorità giudiziaria.


Le indagini dell'operazione Tor prendono piede proprio dall'arresto della madre catanese, una notizia che trapelata aveva indignato l'opinione pubblica, e che oggi si scopre in tutte le sue macabre sfacettature. In un primo momento c'era stata l'ipotesi che potessero essere coinvolte sette sataniche. Le indagini e soprattutto la visione e l'analisi dei vari filmati sequestrati (oltre 200 mila in totale) hanno escluso questo retroscena (del rito satanico), che poteva rendere ancora più terribile, se mai lo può essere, quanto già era stato scoperto dalla polizia postale. I video mostrano sevizie, torture, abusi e rapporti sessuali con bimbi innocenti. Ancora più drammatico e che i carnefici sono le madri e i padri delle proprie vittime. Una violenza che supera la violenza, una vita spezzata che perde punti di riferimento. L'identificazione della mamma - orco è avvenuta grazie al fatto che si è risciuti a risalire al nome e cognome del figlio.

"La polizia postale - ha sottolineato in conferenza stampa il procuratore di Catania Giovanni Salvi - era riuscita, attraverso una difficile e articolata attività d'indagine, a identificare il minore coinvolto e da questo a risalire al pedofilo. Grazie a questo siamo riusciti ad arrestare la madre. Ma non ci fermeremo qui - promette il magistrato - la nostra attività di monitoraggio e di indagine su internet e anche sul deep web continua senza sosta".

Il mondo parallelo del web nascondeva un mercato illegale, clandestino, che aveva come compratori menti "malate", non ci sono altri termini, che prenotavano i video e richiedevano addirittura alcuni particolari, come quelli dell'utilizzo di oggetti sacri. Insomma la perversione diventa un modo per far soldi, e a pagarne le conseguenze c'è l'innocenza spezzata di bambini, fanciulli profanati da chi li dovrebbe proteggere dai mali del mondo, una morte emotiva provocata da chi ha donato loro la vita. E c'è chi paga per questo.

Le reazioni. "La nuova, importante, operazione antipedofilia denominata Tor dimostra ancora una volta le terribili insidie che Internet può nascondere e alle quali i più piccoli sono esposti, ma anche l'estrema professionalità e la bravura dei tecnici della polizia postale e delle comunicazioni di Catania, che per la prima volta in Italia sono riusciti ad esplorare il cosiddetto deep web, un mondo oscuro utilizzato soprattutto dai pedofili". Lo afferma il sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Berretta, sull' inchiesta della Procura distrettuale etnea. "Un plauso in particolare - aggiunge Berretta - va al dirigente della polizia postale di Catania, Marcello La Bella, oltre che alla Procura etnea per il costante impegno nella lotta alla pedofilia, crimine orribile che va combattuto con costanza: non solo con le leggi, per le quali l'Italia è un Paese all'avanguardia, ma anche - conclude il sottosegretario alla Giustizia - con la lotta al disagio sociale e culturale in cui vivono purtroppo moltissimi bambini".

Giuseppe Castiglione, coordinatore regionale del Pdl e sottosegretario alle Politiche Agricole, esprime "grande soddisfazione per la brillante operazione anti-pedofilia condotta dalla magistratura e dalla Polizia Postale di Catania" e rivolge loro le "congratulazioni per la professionalità e la scrupolosità con cui hanno svolto le indagini". "La pedofilia - dice - è un crimine orrendo ed è agghiacciante sapere che esistono 'mostri' di questa portata. Ci conforta solo sapere che per la prima volta in Italia è stato abbattuto il deep web, una sorta di zona franca per delinquere in rete in cui si nascondevano anche i pedofili cybernauti. Per questo mi complimento in particolare con il dirigente della polizia postale di Catania, Marcello La Bella, che con questa indagine ha smascherato quella che sembrava essere una inespugnabile area oscura".


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