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KALAT AMBIENTE

Arrestato Digeronimo, commissario del Policlinico
Le accuse: "Traffico di rifiuti, frode e truffa"

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bad boys, carabinieri, palagonia, Cronaca
PALAGONIA -  Gonfiavano i dati della raccolta differenziata per poter ricevere dai comuni compensi più alti, arrivando a una frode milionaria. Questo è quanto è stato scoperto dai carabinieri di Palagonia che hanno eseguito oggi un'ordinanza di custodia cautelare destinata a diversi amministratori e tecnici della società Kalat Ambiente Spa, che nei comuni del Calatino si occupava della gestione integrata dei rifiuti.
Tra gli arrestati anche Vito Digeronimo, presidente del Cda di Kalat Ambiente e commissario del policlinico di Catania, nominato dall'assessore alla sanità Lucia Borsellino. Per Digeronimo sono stati disposti i domiciliari.


I reati contestati sono traffico e smaltimento illecito di rifiuti, truffa e frode. Il provvedimento emesso dal Tribunale ha colpito anche i responsabili locali delle ditte affidatarie del servizio di raccolta. Dalle attività d'indagine (coordinate dalla Procura  di Catania) condotte con le tradizionali tecniche di pedinamento e con l'ausilio di intercettazioni telefoniche e di video-sorveglianza, i militari hanno ricostruito una fitta rete di collaborazioni dei responsabili locali delle due società che aveva lo scopo di truffare i Comuni consorziati, per milioni di euro, attestando fittizie percentuali di raccolta differenziata ( in realtà mai posta in essere), pari a volte anche al 70%.

Le operazioni illecite partivano dagli impianti di Grammichele per il compostaggio e di trattamento della frazione secca della società Kalat Ambiente.  In questi siti sono stati conferiti rifiuti di varia natura, che invece di essere immessi nel processo di riciclo, erano solo cambiati  cartolarmente o in alcuni casi  addirittura dispersi miscelandoli tra di loro. Questo prodotto era poi venduto agli imprenditori agricoli quale compost di qualità (con un notevole danno all’ambiente e alle stesse persone).

Con l'alterazione della documentazione, si riscontravano alla fine dati di raccolta differenziata di altissimi livelli  che facevano lievitare i costi di raccolta e compostaggio che dovevano sostenere i comuni.  Dalle indagini si sono contabilizzati danni per migliaia di euro per ogni amministrazione comunale, si pensi che per il Comune di Scordia il sovracosto è risultato essere di circa 300.000 euro. Questo ha portato gli enti coinvolti ad indebitarsi nei confronti di Kalat, e per questo sono ricorsi all'intervento della Regione Siciliana che dovrà stanziare una somma pari a 16 milioni di euro.


Carmelo Passanisi, principe del Foro di Catania, è il legale di Vito Digeronimo. "Il mio assistito - dice Passanisi a LivesiciliaCatania-  resta turbato dall'influenza che il provvedimento che lo riguarda ha avuto sulla sua attività nell'ambito della sanità pubblica. Attività che svolgeva, come ha sempre fatto con tutto, con onestà e dedizione all'interesse pubblico".

"All'epoca in cui le indagini furono avviate -aggiunge Passanisi- la Kalat Ambiente, da lui presieduta, offrì ogni collaborazione alla procura della repubblica, fornendo tutta al documentazione richiesta e consentendo accesso ai siti dell'azienda. Digeronimo contesta ogni ricostruzione tendente a dipingere la Kalat, una delle "ATO virtuose" della Sicilia, quale responsabile di traffico illecito di rifiuti, frode e truffa. Con serenità, chiarirà, in occasione dell'interrogatorio di garanzia fissato per lunedì mattina, ogni punto delle contestazioni".

"In quanto suo difensore -conclude Passanisi- rilevo che i fatti contestati risalgono tutti a quattro anni fa, il 2009 e che Digeronimo non ha più nulla a che fare con la Kalat Ambiente dal 2011. Posto che l'ordinanza del giudice così motiva in tema di esigenze cautelati: "Le indicate circostanze (…) lasciano ragionevolmente desumere che(…) gli stessi indagati, dall'epoca delle indagini fino ad oggi, non abbiano desistito dall'attuare condotte criminose nello stesso settore. D'altra parte, l'attualità e la concretezza delle esigenze cautelati possono rinvenirsi anche quando il delitto accertato risalga nel tempo, ma gli indagati continuano a mantenere collegamenti con l'ambiente in cui il delitto è maturato". Il tempo trascorso e il ruolo oggi svolto dall'indagato al dicono lunga sulla sussistenza di esigenze cautelari".


I nomi degli indagati che sono agli arresti domiciliari:

1)    Vito Digeronimo, classe 1956, Commissario del Policlinico di Catania, già Presidente del Consiglio di Amministrazione di KALAT AMBIENTE S.p.A.;

2)  Salvatore Ilardi, classe 1970, ingegnere – responsabile tecnico di KALAT AMBIENTE Srr (nuova società in cui si è trasformata Kalat Ambiente Spa, ora in liquidazione);

3)   Vincenzo Demetrio Ruggieri, classe 1972, già responsabile flussi dell’impianto di stabilizzazione di Grammichele;

4)    Salvatore Straquatanio, classe 1969, responsabile cantieri AGESP S.p.A..

Indagati con obbligo di dimora nel comune di residenza.

1)   Alfio Agrifoglio , classe 1954;

2)   Salvatore Albachiara , classe 1968, dipendente AGESP S.p.A.;

3)  Giuseppe Bufalino , classe 1968, dipendente AGESP S.p.A.;

4)   Vincenzo Ciffo, classe 1974, già funzionario KALAT AMBIENTE S.p.A.;

Le reazioni. "Siamo sicuri della totale estraneità dell'ing. Ruggieri ai fatti contestati". Lo afferma in un comunicato la Diocesi di Caltagirone, intervenuta con una nota in merito all'operazione denominata 'Bad boys' "che vede coinvolto l'ing. Enzo Demetrio Ruggieri, condirettore dell'Ufficio diocesano per la Pastorale familiare e vicepresidente diocesano del Settore Adulti di Azione Cattolica". Nella nota inoltre, la diocesi di Caltagirone esprime "piena fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'Ordine" ed auspica "in una veloce conclusione delle procedure e degli atti all'uopo previsti, al fine di fare immediata chiarezza sulla vicenda".

Il Codacons. "Il danno alla collettità è mostruoso perché non solo è economico ma è anche ambientale e di salute diretto sulla pelle dei cittadini. E' un crimine non solo di natura economica ma anche contro le persone se è andata veramente così". Lo ha affermato, commentando l'operazione denominata "Bad boys", il segretario regionale del Codacons Sicilia, avv. Giovanni Petrone, che annuncia che l'associazione si costituirà parte civile ritenendo che la vicenda "vada portata fino in fondo". "Siamo rimasti abbastanza colpiti dalla notizia - ha aggiunto Petrone - perché, da quello che si sente per come si sono svolti i fatti, c'é un danno alla collettività spaventoso e indeterminabile perché si parla di rifiuti di provenienza incerta che sono stati mischiati e spacciati per compost organico e quindi utilizzati come concime".

Concetta Raia (PD)  “Siamo certi che il dottor Vito Di Geronimo, di cui conosciamo la storia personale e professionale sempre puntuale e integerrima, sia nell’espletamento delle funzioni di presidente Kalat sia come commissario straordinario dell’azienda ospedaliera “Policlinico-Vittorio Emanuele” saprà dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati nell’ambito dell’inchiesta “bad boys” dei carabinieri del comando provinciale di Catania. Esprimiamo piena fiducia nell’attività della magistratura che riuscirà presto a far piena luce sulla vicenda ”. Lo dichiara la parlamentare regionale del partito democratico, Concetta Raia, assieme i rappresentanti del circolo del Pd di Grammichele.

 


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