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Le dichiarazioni di Musumeci

"Non ti preoccupare 24 ore ed è tutto fatto"

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Quanto al movente l'omicidio del Lo Faro è collegato a quello di Vinciguerra Giuseppe, costui era un soggetto inizialmente affiliato con il gruppo Cappello, tuttavia aveva avuto contrasti con il Lo Giudice che avrebbe voluto, ciò perché il Vinciguerra e cugino di Angelo Cacisi detto Ramazza verso cui il Lo Giudice nutre rancore perché è fuggito con la figlia di Concetto Bonaccorsi che era già sposata. Proprio temendo la reazione del Lo Giudice, il Vinciguerra è transitato con la famiglia Santapaola tanto che in una occasione, circa due mesi prima dell'omicidio Vinciguerra, venne in via della Concordia, presso un capannone che vende materiale edile di tale Privitera, Enzo AieIlo insieme ad altro esponente della famiglia Santapaola e si incontrò con Orazio Privitera e Lo Giudice Sebastiano che gli assicurarono che questo ragazzo non sarebbe stato toccato. Io ero presente all'incontro anche se un po' più defilato.

Dopo un paio di mesi fu ucciso il Vinciguerra e pertanto la famiglia Santapaola mandò a chiamare il Privitera Orazio pensando che eravamo stati noi. Anche il Colombrita ebbe sin da subito il sospetto che a commettere l'omicidio fosse stato il nostro gruppo a sua insaputa.

In seguito si è saputo che questo ragazzo è stato ucciso da Franco Palermo e Nicola Lo Faro, noi lo abbiamo saputo tramite Giovanni Colombrita ed abbiamo fatto sapere questo alla famiglia Santapaola da cui ci siamo recati Orazio Privitera, Lo Giudice, Bonaccorsi ed io. In particolare lo abbiamo fatto sapere a Daniele e Giovanni Nizza e loro lo hanno fatto sapere al loro responsabile Benedetto Cusimano. In detta occasione il Lo Giudice disse che ce la saremmo sbrigati noi ad uccidere il Lo Faro dicendo testualmente "non ti preoccupare 24 ore ed è tutto fatto".


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