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“La mia esperienza per Giarre”
Bonaccorsi è pronto alla sfida

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GIARRE. Cinquantacinque anni non ancora compiuti, 25 dei quali trascorsi professionalmente al servizio degli enti pubblici. Roberto Bonaccorsi, candidato del centrodestra a sindaco di Giarre, fa della sua lunga esperienza in campo economico finanziario uno dei punti di forza del suo progetto politico. Un progetto nato dopo uno schietto confronto con le forze che lo sostengono, come spiega a LiveSiciliaCatania lo stesso Bonaccorsi. “Ho chiesto che ci fosse indipendenza nella mia azione amministrativa. Ho chiesto ed ottenuto, e da qui è nata la mia candidatura, che potessi stabilire io quali dovevano essere i requisiti dei soggetti che dovevano collaborare con me. Questo – prosegue il candidato sindaco - ha necessitato una condivisione in chi aveva pensato alla mia candidatura. Una condivisione che poi è arrivata in maniera totale”. Un tecnico prestato alla politica, così ama definirsi Roberto Bonaccorsi dopo tre anni di esperienza nella giunta Stancanelli a Catania.

“Tecnico perché a Catania mi hanno chiamato in un periodo delicato della storia della città – spiega Bonaccorsi -Vi era la necessità che l’assessore al bilancio avesse cognizione delle finanze degli enti locali e che avesse dedicato buona parte della propria attività a quel lavoro. Ritengo che per quella funzione la cognizione tecnica, la conoscenza di attività che poi sono veramente complesse, sia determinante. Quando poi sei all’interno del consiglio comunale, devi farti approvare degli atti – prosegue il candidato sindaco – e devi mettere insieme una configurazione politica che spesso è frastagliata, è necessaria un’attività politica. Ma l’attività politica nel senso nobile, cioè andare a valutare quali erano gli interessi generali della città e quello che bisognava fare per riuscire a fare approvare degli atti che erano fondamentali. Noi abbiamo approvato, e spesso senza maggioranza in consiglio comunale, atti importantissimi come il riordino totale delle partecipate. Il comune di Catania – spiega ancora Bonaccorsi - per la prima volta nella sua storia ha messo e metterà in vendita quasi tutte le partecipate. Sono riuscito a portare in consiglio e a fare approvare dopo vent’anni la trasformazione dell’Azienda Municipale Trasporti in Spa. Da ultimo abbiamo approvato il piano di risanamento. Ecco lì, oltre alla competenza tecnica, la capacità di mettere insieme le persone e quindi la politica, è stata determinante”.

Bonaccorsi non svela, in questa fase della campagna elettorale, gli interventi economico finanziari che ha in mente per sanare l’ente ma elenca le priorità del suo programma. “Il primo punto sarà quello di alleviare la pressione fiscale – spiega il candidato del centrodestra - Il piano di risanamento ha comportato l’aumento al massimo delle aliquote Imu e il raddoppio del canone del servizio idrico. Ritengo che quel livello di fiscalità non è sopportabile dalla condizione economica che in questo momento vi è in città. L’altro punto - prosegue Bonaccorsi - è l’attenzione massima alla questione finanziaria perché è necessario che il comune non dissesti. Il dissesto sarebbe un dramma per la città perché significherebbe la perdita del credito di tanti piccoli artigiani e dei soggetti che hanno svolto lavori per il comune. E poi vi è la necessità di rivedere le competenze all’interno dell’ente. La complessa macchina organizzativa dev’essere totalmente rivista. E ancora una serie di iniziative che serviranno per ridare regole e ordine. Giarre è in una situazione nella quale si percepisce il non governo. Ritengo che questa città debba essere di nuovo governata”.

Il candidato sindaco spiega poi in quali termini si concretizzerà il concetto di discontinuità più volte ribadito. “La discontinuità verrà dai comportamenti – ribadisce Roberto Bonaccorsi - A Catania non sono mai salito su una macchina del comune per scelta. Mi sarebbero toccati due autisti, uno in qualità di vice sindaco e uno di assessore al Bilancio, e non l’ho mai fatto per scelta perché ritenevo che chi richiede rigore ai cittadini poi si deve comportare con rigore. Non ho mai usato il telefono del comune. Ho sempre fatto le chiamate con il mio telefono, pur avendo tre deleghe. Questo tipo di attenzione deve essere riferito poi all’intera macchina del comune. Basta vedere- continua Bonaccorsi - quello che succede in questi giorni al comune di Giarre per capire come ci sia bisogno di rigore. Tutto questo significa discontinuità. Discontinuità nei comportamenti e nelle regole. Vi è una macchina amministrativa e politica nella quale gli atti vengono portati in consiglio comunale senza che i consiglieri ne abbiano cognizione. Noi - spiega il candidato sindaco -al comune di Catania li consegnavamo 15 giorni prima, come dicono i regolamenti. Gli atti venivano prima condivisi e poi portati in consiglio comunale. So che questo non è mai successo a Giarre. Quella discontinuità, che significa non fare tutto quello che è stato fatto fino ad oggi, fa parte della mia storia. Quindi io porterò la mia storia all’interno del comune”. Infine sugli avversari politici in lizza per la fascia tricolore, dice: “Per questione di età e anche di amicizia sono più vicino a Salvo Patanè e a Salvino Barbagallo. Il competitore forse più importante è l’on. Andò che io non conosco, a dire la verità, pur abitando a Giarre dal 1990. Non conoscendolo non riesco a stimarlo ma – sottolinea - proprio perché non lo conosco”.

 


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