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FONDI DESTINATI A STABILE E BELLINI

Concetta Raia:
“Errati i tagli ai teatri”

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Concetta Raia



Catania. Concetta Raia: “I tagli ai teatri catanesi sono un errore”. La deputata del Pd non nasconde il proprio malcontento per il risultato della partita “Bellini- Stabile” in sede di finanziaria regionale. Nonostante gli aggiustamenti, i tagli persistono e sono una realtà. Ai microfoni di LiveSiciliaCatania, Concetta Raia ripercorre l’iter del bilancio. Tra emendamenti non andati a buon fine e proposte per scongiurare la mannaia dei tagli ai posti di lavoro.“Il governo aveva presentato un bilancio di previsione per il 2013 che conteneva una serie di tagli. Per il Bellini, ad esempio, erano previste somme vicine ai dieci milioni di euro circa. Di questo poi si è discusso, tenendo conto della pressione che venivano dai territori e siamo riusciti a effettuare delle correzioni in sede di conferenza dei capi capigruppo”. “Siamo riusciti a ottenere un finanziamento – racconta Raia- di quattordici milioni e mezzo di euro per il Bellini e di due milioni a duecento mila euro per il teatro Stabile”.

Dopo vari passaggi la somma per lo Stabile viene ridotta a un milione e novecento mila euro, la cifra del Bellini viene considerata comunque inferiore rispetto a quella dell’anno precedente su cui si basa la stagione in corso. Così è la volta degli emendamenti. “Il bilancio viene presentato c’era il tempo per gli emendamenti in commissione prima e in aula dopo. In commissione presentai personalmente un emendamento di un milione per il Bellini (per arrivare a quindici milioni e mezzo) e di quattrocentomila mila euro per lo Stabile”. Il primo emendamento a firma di “Barbagallo, D’Agostino, Maggio il secondo “.

“In commissione bilancio, però, - racconta la deputata- l’emendamento non passa”. Tutto rinviato al passaggio in aula. “Ho ripresentato perciò l’emendamento (con le stesse cifre) in aula. Sono intervenuta ribadendo, davanti al governo regionale, la mia contrarietà a qualunque forma di taglio alla cultura, pur comprendendo le necessità di risparmiare”. Gli emendamenti, però, non passano. “Devono esserci minori consulenze e sprechi, - prosegue Raia- certo, ma c’è la necessità di mantenere una stagione concertistica programmata nel dicembre del 2012 su altre cifre (sedici milioni e mezzo di euro)”. Il riferimento è al teatro Massimo Bellini. “Un programma a spizzichi e bocconi non può riguardare un teatro, serve una programmazione biennale, il teatro deve avere la certezza di avere delle risorse per programmare”. “Catania è stata penalizzata. Una scelta strana – spiega Raia- considerando che il Bellini è l’unico ente regionale, tra gli enti lirici che dipende principalmente dai finanziamenti della Regione. Tagliare su un ente simile intaccata l’autorevolezza della Regione stessa”.

“Questo vale per il Bellini, ma la situazione dello Stabile è ancora più grave. I due milioni e duecento mila euro poi divenuti un milione e novecento mila euro di finanziamento nascono da un ulteriore taglio, che considero ingiustificato tenendo conto che la scorsa finanziaria aveva già adoperato un taglio di oltre il 34%. L’ulteriore decurtazione toccata allo Stabile non mi sembra una scelta corretta”. “Avere tagliato, - prosegue Raia- anche se in modo non così pesante, nonostante i risultati ottenuti, penso ai quattordici milione a fronte dei dieci previsti in prima battuta per il Bellini, crea comunque una serie di criticità”. “Gira voce, ad esempio,- continua la deputata- che il sovrintendente di Catania, a fronte delle riduzioni, vorrebbe tagliare sui lavoratori precari. Io credo che prima di arrivare a una soluzione simile bisognerebbe intervenire tagliando semmai le consulenze (pare che ce ne siano alcune da ben settanta mila euro)”. ”I tagli, ripeto, - prosegue Raia- non possono ricadere sui precari, semmai vanno ridotti gli sprechi. Spero che la dottoressa Gari, che è persona di buon senso smentisca le voci che corrono non troppo rassicuranti in tal senso”. La deputata, infine, non nasconde un po’ di amarezza per il mancato fronte comune degli onorevoli catanesi. “Io ho fatto la mia parte, ma c’è poca solidarietà tra i deputati del nostro territorio. E’ una costante che avevo già appurato durante la scorsa legislatura: non facciamo sistema, questo lo considero un limite”. Insomma, tra le righe, Concetta Raia sottolinea il fatto che Catania è stata “penalizzata” proprio rispetto a un settore, quello della cultura, “importante e volano per l’occupazione”. “Tralasciare il settore della cultura è come vivere in una città senza luci: Catania, al contrario, deve rinascere”.


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