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LA TRAGEDIA DI VIA QUIETA

La bimba accoltellata dalla madre
Sarà dimessa tra un paio di giorni

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CATANIA – Ha trascorso una notte tranquilla la bambina di 4 anni sfregiata con tre coltellate dalla madre ieri mattina, che questa mattina si è svegliata nel reparto reparto F3 di chirurgia plastica dove è stata trasferita ieri dopo il delicato intervento di ricostruzione facciale. Sotto la lente degli specialisti sono finite quelle che il bollettino medico ha definito “ferite profonde causate da un'arma da taglio: una al collo, a ridosso del fascio vascolare, una sulla linea della mandibola e l'altra più estesa, sulla guacia destra”.

Il bollettino medico di oggi, diramato alle dodici annuncia che la piccola "potrà essere dimessa entro 2-3 giorni". La bimba di quasi 4 anni "ha passato una notte tranquilla.- riferiscono i medici - e con lei, in questi momenti, ci sono il padre e una zia, mentre l’Azienda ospedaliera ha fornito il necessario supporto psicologico"

"Dopo l’intervento chirurgico di ieri pomeriggio - continua la nota del Cannizzaro -  eseguito dall'équipe di chirurgia plastica del prof. Rosario Perrotta e finalizzato al trattamento delle tre ferite subite tra viso e collo, continuano a non essere rilevati deficit funzionali; restano per tanto escluse conseguenze alla mimica facciale. Nelle prossime settimane, una volta dimessa, la bimba sarà presa in carico dall’ambulatorio di chirurgia plastica per la gestione del percorso di guarigione delle ferite, al fine di minimizzare il danno estetico che è comunque da valutare.

La madre resta ricoverata, sotto tutela dell’autorità giudiziaria, nel reparto di Chirurgia toracica dello stesso ospedale Cannizzaro, con una prognosi di 30 giorni per le ferite all’addome procuratesi con la medesima arma da taglio.

Un raptus di follia quello di ieri mattina della madre, insegnante 37enne, che gli investigatori della Squadra mobile tentano ancora di decifrare. Arrestata dalle volanti, la donna ieri ha rilasciato dichiarazioni spontanee ammettendo di aver ferito la piccola. Il padre, impiegato, 46 anni, non si dà pace e ha rievocato i momenti di tensione che la moglie aveva accumulato negli ultimi giorni. "Non trovo spiegazione a quello che è accaduto - ha raccontato agli inquirenti - mia moglie era tranquilla, ma pochi giorni addietro era cambiata dopo un litigio con il fratello"

Fatto sta che ieri notte, come sempre, madre e figlia sono state sotto lo stesso tetto, però si tratta di quello dell'ospedale Cannizzaro. L'insegnante è guardata a vista dalla polizia all'interno del reparto di chirurgia toracica, perché dopo aver tentato di uccidere la piccola ha provato a suicidarsi infilzandosi all'addome con lo stesso coltello con cui aveva squarciato il viso della bambina. E la piccola è intrappolata tra garze e flebo, rischia di restare sfigurata e il suo destino è aggrappato a quella prognosi che i medici scioglieranno nelle prossime 24 ore.

Il ritratto di quegli attimi di terrore è stato dipinto dalle parole dei pazienti che ieri hanno assistito attoniti all'arrivo della piccola sulla barella al piano terra dell'ospedale: “Era una bambina bellissima, con la faccia tutta tagliata”.

 


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