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MASCALUCIA

D’Urso Somma ci riprova:
"Rinuncerei all’indennità"

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amministrative 2013, comunali, d'urso somma, Politica
MASCALUCIA - Molti lo considerano già battuto, ma partire a fari spenti gli sta bene. Anzi, lo esalta. L’avvocato e imprenditore Pippo D’Urso Somma, un “cursus honorum et studiorum” di alto profilo si ricandida alla poltrona di primo cittadino di Mascalucia con l’appoggio di due liste civiche: “D’Urso Somma sindaco” e “Noi Mascalucia”. L’avvocato, come viene chiamato in paese, ha già amministrato il Comune etneo ben quattro volte, l’ultima delle quali tra il 1999 e il 2004. Oggi lo definisce “degradato, allo sbando, vilipeso ed offeso da politiche affaristiche e non democratiche che hanno affossato il cittadino. L’immagine di Mascalucia è oggi completamente sporcata da scelte gestionali e politiche cervellotiche, le quali hanno consentito che divenisse il soggiorno obbligato di chi si è macchiato di attività delinquenziali”. “Un amministratore non deve vendere sogni – commenta D’Urso Somma – ma impegnarsi per realizzare e produrre crediti per le generazioni presenti e future”. Lo intercettiamo telefonicamente nel momento in cui è intento a visitare un mercatino delle pulci, “mentre gli altri cercano voti …”, ma l’ex onorevole del Partito Liberale (dal 1986 al 1996) ne approfitta per mandarle a dire ai suoi avversari politici. “I numerosi candidati alla poltrona di primo cittadino (oltre me son ben sei) provengono tutti da una “carriera” da ex consiglieri e assessori e sembrano puntare alla poltrona senza prestare ascolto alle proposte serie, come quella di cui mi sono fatto promotore e portavoce, volta alla creazione di un fondo di solidarietà in favore delle famiglie disagiate e in difficoltà economica”.

Di cosa si tratta nello specifico?

“Di un vero e proprio fondo economico creato “ad hoc” per andare incontro alle legittime necessità di chi non arriva a sbarcare il lunario. Per quanto mi riguarda, rinuncerò alla mia indennità in favore del fondo succitato da costituire a sostegno dei cittadini e delle attività. Inoltre, chiederò al Presidente del Calcio Catania Pulvirenti, nonché a tutta la rosa della formazione rossazzurra che tale fondo venga rimpinguato con l’1% del loro monte ingaggi, anche in considerazione del fatto che Mascalucia ha concesso ospitalità al Calcio Catania ed alla sua maestosa sede. Si tratterebbe di un piccolo sforzo, ma fondamentale per i mascaluciesi”. Eppure molti la considerano già battuto, prima di partire. “Non credo ai sondaggi e alle proiezioni che si sprecano a diverse settimane dal voto. Tuttavia, partire a fari spenti non mi dispiace affatto, tutt’altro. Potrei sorprendere i miei detrattori che si sentono così sicuri di vincere …” Lei punta l’indice anche verso la cattiva gestione della Mosema, definendola un “triste carrozzone distrutto dall’Ato”. “A causa di un mix a base di incuria, miopia e una sorta di “strafottenza amministrativa”, la Mosema ha perso il rango di unica partecipata con il bilancio in attivo, assumendo i caratteri di un carrozzone mangiasoldi. Le strade sono sporche e la raccolta differenziata una barzelletta. Sotto la mia gestione era un ente che dava lavoro, invece si è trasformato in una macchina senza conducente e senza bussola”. Conferma di voler rinunciare integralmente alla sua indennità da sindaco? “Non solo confermo, ma lo ribadisco a chiare lettere: in un momento così delicato e complesso, credo sia nostro dovere proporci come amministratori della cosa pubblica, conferendo finalmente l’auspicata dignità ai cittadini che sono una risorsa, oltreché l’autentico cuore pulsante di ogni civiltà”. Su quali progetti punta per valorizzare la cittadina pedemontana? “Mascalucia deve, per prima cosa, tornare ad attrarre persone e capitali. Basti citare l’esempio della fiera dell'antiquariato da noi portata al massimo dello splendore e dagli altri praticamente abolita, con la quale siamo arrivati ad avere anche 12 mila presenze in una sola giornata. Riorganizzerò i servizi affinché siano erogati al pubblico dal lunedì al sabato compreso; mi avvarrò di una squadra in cui siano presenti giovani e meno giovani, i quali a loro volta dovranno rinunciare al 50% dell’indennità assessoriale e che lavoreranno di concerto perché Mascalucia torni ad essere un Comune d'eccellenza, con particolare attenzione ai più deboli, agli anziani e ai portatori di handicap”. Crede che la cultura sia stata un pò trascurata negli ultimi anni? “Assolutamente sì: la cultura deve riconquistare la rilevanza che le mie amministrazioni le avevano conferito. A tale riguardo ripristinerò premi gratificanti come il Grifone d’Oro, potenzierò i servizi scolastici anche per una migliore conoscenza da parte dei giovani delle istituzioni e del loro funzionamento e favorirò l’avviamento di opere ed investimenti pubblici e privati, indispensabili per creare occasioni di lavoro. Ripartire subito per tornare grandi con noi si può e, mi creda, non è solo uno slogan elettorale”.

 

 


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