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Giarre, centrosinistra compatto
Patanè è il candidato sindaco

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GIARRE. Ricomposta la frattura nel centrosinistra, l’attuale consigliere provinciale del Pd Salvo Patanè ha ufficializzato la sua corsa alla poltrona di primo cittadino di Giarre. Una candidatura tribolata ma condivisa democraticamente, come spiega a LiveSiciliaCatania il candidato sindaco. “Credo che quello che è accaduto a Giarre - spiega Salvo Patanè - accada in tutti i centri dove la vivacità politica e culturale si mantiene alta. E’ un sintomo di buona democrazia. Abbiamo a lungo discusso con gli amici del Partito democratico perché l’ideale comune era quello di arrivare ad una sintesi. Ed io credo che questo risultato finale –prosegue Patanè - nel quale il centrosinistra si è ritrovato compatto attorno a questa candidatura che tiene conto di tutte le risorse disponibili, comprese quelle che erano state messe in campo nelle settimane precedenti, sia il risultato di una buona regola democratica nel quale il metodo ha trionfato alla fine, certo con qualche titubanza, sulle persone”.

In una campagna elettorale caratterizzata dal termine discontinuità, il candidato sindaco definisce il centrosinistra l’unica vera alternativa ai dieci anni di amministrazione Sodano. “Io credo che questo termine nasconda un certo imbarazzo. Io vedo discontinuità dappertutto – dichiara Patanè - ma vedo anche persone, movimenti e gruppi che hanno rappresentato il disastro amministrativo nel quale oggi ci troviamo. La nostra offerta politica è chiara. Noi non solo diciamo –continua il candidato sindaco - che siamo il centrosinistra, e lo siamo perché i nostri partiti lo rappresentano e perché c’è uno schema regionale che noi abbiamo messo in campo a Giarre con Sel, con Il Megafono, con il Pd e con una mia lista che mi rappresenta, ma siamo soprattutto fautori e portatori di un messaggio rispetto al quale in consiglio comunale e nelle istituzioni abbiamo rappresentato la vera opposizione al centrodestra” .

Secondo Patanè l’attuale situazione finanziaria dell’ente è il risultato di un governo pessimo delle risorse interne e di incredibili sprechi. “Noi possiamo risanarlo quest’ente – spiega ancora il consigliere provinciale - se mettiamo mano ad una spending review sagomata e messa sul campo cercando di non gravare nulla sui nostri contribuenti ma cercando di eliminare tutto quello che c’è da eliminare, ed è tanto. Noi abbiamo venduto tutto a Giarre. In questi dieci anni noi abbiamo massacrato il nostro patrimonio immobiliare, abbiamo venduto tutto quello che c’era da vendere. Il paradosso – afferma Patanè - è che nonostante abbiamo venduto tutto non solo non lasciamo una situazione in pareggio ma chi verrà dopo la Sodano troverà una situazione di pre dissesto. Questo non è un caso. Avviene perché mala politica e burocrazia non sono andati d’accordo oppure sono andati troppo d’accordo determinando quello che è sotto gli occhi di tutti”.

Decoro, riordino della macchina amministrativa e stabilizzazione dei precari saranno i primi interventi in caso di vittoria. “Non possiamo pensare ad una città attrattiva né per il turismo, né per la cultura, né per lo stesso commercio – dice il candidato del Pd - se prima non mettiamo mano in modo serio e chiaro alla dinamica del decoro urbano, che passa attraverso molti fattori. Il primo di questi è un’organizzazione seria e responsabile dei rifiuti. Al secondo punto la macchina amministrativa. Noi abbiamo moltissimi quadri, un ceto dirigenziale che non parla e che si fa le guerre con la carta bollata ma non abbiamo più operai. Non abbiamo giardinieri, fontanieri, muratori, falegnami. Abbiamo moltissima burocrazia e poca operatività. Oggi fare una pianta organica funzionale non è difficile. Poi come terzo punto – continua Patanè - dobbiamo dare credibilità e restituire onore ai dipendenti comunali. E voglio farlo attraverso un processo, seppur difficoltoso, di stabilizzazione dei precari. Questa è una forza lavoro che è diventata indispensabile per la nostra città. Non possiamo pretendere da una macchina di funzionare se non c’è motivazione da parte del personale, se non gli dai la certezza del futuro”.

Per Salvo Patanè è necessario intervenire anche sulle frazioni, divenute vere e proprie periferie, iniziando a valorizzarne le scuole. “Bisogna passare ad una condizione nella quale le frazioni – afferma il candidato sindaco - da periferie tornino a diventare comunità con una centralità propria. Una cosa che dico sempre è che dove esistono le scuole, che siano elementari o medie, è necessario renderle funzionali, appetibili, mandando lì i professori di serie A”.

Patanè confida nella maturità degli elettori e sugli avversari non si sbilancia. “Non temo nessuno in particolare – dichiara il candidato sindaco - e sulle persone non mi permetterei mai in nessun modo, né oggi che siamo in una prima fase di campagna elettorale ma neanche dopo quando sicuramente il dialogo diventerà un po’ più serrato, di dare un giudizio. Ci sarà certamente un doppio turno e la gente sarà molto matura. Paradossalmente credo che il voto libero a Giarre sia cresciuto perché sono aumentate le necessità personali e nessuno si fa più incantare dal posto di lavoro che potrebbe dare al cognato, al parente, all’amico e al fratello, che non c’è, che non esiste. Il voto d’opinione – conclude Patanè - è il voto a cui noi ambiamo per storia, per tradizione, per cultura e sarà quello che potrà costruire il riscatto di questa nostra città”.

 


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