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Convalidato il fermo dal GIP

Marocchino ferito, a sparare
è stato il nipote del boss Alleruzzo

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Giuseppe Reitano



PATERNO’ - Si chiama Giuseppe Reitano, 27 anni, il giovane  pregiudicato accusato di aver tentato di uccidere lo scorso 13 febbraio Afid Lajjani, il marocchino trentenne che avrebbe fatto un apprezzamento alla fidanzata. Lunedì si è presentato spontaneamente alla caserma dei Carabinieri, accompagnato dal suo legale per costituirsi anche se i militari lo braccavano già da tempo.  La sparatoria è avvenuta in via Risorgimento, alle 21.30 circa, Reitano ha sparato diversi colpi di pistola, tre pallottole hanno raggiunto il marocchino alle braccia e al mento. Gli investigatori stanno ancora riscontrando l’esatta dinamica dei fatti con controlli incrociati: attraverso le telecamere di video sorveglianza posizionate nella zona e mediante le dichiarazioni di alcuni testimoni. Solo una fortuna che Reitano non sia riuscito a uccidere Lajjani, infatti il trentenne è riuscito a scappare: tanto che è ha solo riportato delle ferite risultate guaribili in pochi giorni.

Giuseppe Reitano, è il nipote di Giuseppe Alleruzzo, boss storico di Paternò arrestato il 16 ottobre 2012 dai Carabinieri di Paternò e attualmente detenuto perché trovato in possesso di un vero arsenale e di 250 grammi di cocaina. La madre dell’indagato, figlia del boss, fu trovata morta in un pozzo di contrada Stella nel 1995.  Il Gip ha convalidato il fermo di Reitano che ora è detenuto nel carcere di Piazza Lanza. Deve rispondere dell’accusa di tentato omicidio e di porto e detenzione abusiva di arma da fuoco.


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