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Netturbini senza stipendio
occupano le sale consiliari

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aimeri, Ato joniambiente, netturbini, Cronaca

aule consiliari occupate dai netturbini



BRONTE - Si ferma di nuovo la raccolta nei 14 Comuni dell’Ato Catania 1 Joniambiente, o meglio procede a rilento con gli operatori che aspettano che la ditta Aimeri Ambienti mantenga quanto promesso. Intanto alcuni lavoratori hanno occupato le sale Consiliari di alcuni Comuni appartenenti all’Ato 1. Dieci giorni fa, i lavoratori, hanno ricevuto un acconto di 500 euro a testa dello stipendio di dicembre, e avevano avuto la conferma che entro mercoledì scorso avrebbero avuto il resto dello stipendio di dicembre. Purtroppo non è andata così, e tutt’oggi i lavoratori aspettano ancora il saldo.
la sala consiliare di Randazzo

la sala consiliare di Randazzo



L’Aimeri Ambiente imputa la colpa del ritardo all’Ato che non liquida le fatture, e l’Ato dà la colpa ai Comuni che a loro volta non pagano regolarmente le fatture. Il solito scarica barile all’Italiana, dove il problema c’è, non c’è invece il colpevole e la soluzione del problema. Intanti i rifiuti occupano le strade, e da qualche giorno non vengono raccolti regolarmente, con una situazione che ormai da qualche mese è diventata pesante, con una raccolta a singhiozzo, sia perché i lavoratori si sono spesso riuniti in assemblea, sia perché i mezzi messi in campo dall’Aimeri non sempre bastano a coprire tutto il servizio. Così alcuni Comuni, tra cui Giarre, Riposto e Calatabiano, hanno dato incarico a delle ditte esterne per effettuare il servizio, mentre altri Comuni, tra cui Bronte, Maletto e Maniace, stanno studiando come uscire dall’Ato e riprendersi il servizio come vorrebbe il neo presidente della Regione, Crocetta, che più volte ha ribadito che il servizio dovrà tornare ai Comuni.

Nel frattempo, il debito dell’Ato con l’Aimeri ha superato gli 8 milioni di euro. Di cui 3 milioni il Comune di Giarre, che in questi giorni ha versato 800 mila euro, 1 milione e 700 mila euro Riposto, 1 milione Randazzo, 600 mila euro Maniace, 600 mila euro Calatabiano, e oltre 500 mila euro Piedimonte. “La situazione è grave – ci dice Francesco Rubbino, Commissario Liquidatore dell’Ato Joniambiente – solo i Comuni di Bronte, Maletto, Fiumefreddo e Mascali sono in regola con i pagamenti, tutti gli altri devono migliaia di euro all’Ato che non può pagare le cifre pattuite all’Aimeri. Ormai la situazione è al collasso, e solo un immediato intervento della Regione potrà scongiurare il peggio”.

I nettirbini in protesta anche a Maniace



Oggi ennesima assemblea dei Sindaci presso la sede dell’Ato a Giarre, Rubbino ha proposto un piano per tirare avanti per qualche mese, un piano che prevede che i Comuni morosi coprano parte dei debiti, ma i Sindaci, hanno lamentato la scarsezza di liquidità e sono molto restii a pagare, Bronte e Maletto, invece, hanno protestato perché pur essendo in regola con i pagamenti stanno subendo gli stessi disservizi degli altri, e hanno anche avanzato l’ipotesi che se continua così, loro pagheranno direttamente solo i loro operatori. E forse, solo Bronte potrebbe risolvere la situazione, in quanto ha la possibilità di pagare subito altri 200 mila euro, cifra che basterebbe a coprire gli stipendi di dicembre. Una soluzione tampone che però non risolverebbe il problema, visto le cifre che l’Ato deve ricevere da alcuni Comuni. Per il momento gli operatori ecologici sono in stato di agitazione, e resta critica anche la situazione discariche, difatti, i Comuni morosi con le discariche non potranno mandare i Compattatori a scaricare. E già da qualche giorno, la discarica di San Giorgio ha chiuso temporaneamente i cancelli a qualche Comune. La Regione ha dato 9 mesi di proroga agli Ato, 9 mesi che dovevano servire al passaggio per il ritorno ai Comuni del servizio, ma che, di questo passo, serviranno solo a creare nuovi debiti ed altri disservizi.


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