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L'intervista

“Ecco perché il pubblico ci apprezza”

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Catania, Nuova Compagnia Odeon, Rita Nicotra, Zapping
CATANIA - Il teatro come mission e panacèa per rimuovere, anche se solo per qualche istante, i problemi e le preoccupazioni che attanagliano la vita quotidiana. Semplici e chiari gli obiettivi che si prefigge la Nuova Compagnia Odeon, diretta dalla vulcanica Rita Nicotra. “Malgrado la crisi si avverta anche sul palcoscenico, posso tracciare un bilancio lusinghiero della stagione teatrale in progress, sia in termini di presenze da parte degli abbonati, che degli spettatori che vengono ad acquistare il semplice biglietto.

Una compagnia intraprendente quella che dirige la Nicotra, dato che non teme di cimentarsi con delle assolute novità, nonché con i classici della drammaturgia di tutti i tempi, come i Menaechmi di Plauto. “Il pubblico ha apprezzato moltissimo sia la trama, che i colori e le scenografie. Devo ammettere che è decisamente suggestivo e affascinante provare a “dialogare” con i mostri sacri del teatro di tutti i tempi. Nel caso della rappresentazione plautina, il pubblico ci ha applaudito a lungo e ciò ci indurrà sicuramente a riprovarci con la stessa voglia di ben figurare e di scatenare l’ilarità dei nostri spettatori, tra gag esilaranti, equivoci a ripetizione e la costante colonna sonora di una gradevole spensieratezza”. Cosa si aspetta il pubblico da voi? “Sa benissimo che viene a vedere uno spettacolo di cui magari conosce il titolo e la trama per grandi linee, ma è consapevole allo stesso tempo che sorprenderemo la sua attenzione”.

Eppure, avete registrato il vero boom con “U sapiti com’è”, portato sulla scena del teatro don Bosco di Catania il 12 e il 13 gennaio scorsi. “In effetti il lavoro è stato parecchio acclamato, probabilmente per l’attenzione che abbiamo riversato in particolare sulla figura del protagonista, Cola, interpretato in maniera esemplare sul palcoscenico da un magnifico Mario Calì. La storia, che stiamo portando nelle scuole medie e superiori catanesi e dell’hinterland etneo, fa luce sulla diversità di un giovane colpito da un ritardo mentale, che però finisce per impartire delle sonore lezioni di vita ai presunti “normodotati”. È l’unico spettacolo che portate in scena nelle scuole etnee? “Oltre alla riduzione teatrale succitata, stiamo proponendo con già significativi riscontri da parte delle istituzioni scolastiche il musical Aladin – il genio della lampada, spettacolo live cucito su misura delle scuole materne e/o elementari”. Rita Nicotra non si occupa solo di teatro, ma è a capo di un’Associazione onlus: dove trova il tempo? “La molla che ci spinge a lottare quotidianamente è il costante desiderio di aiutare chi soffre e non è fortunato quanto lo siamo noi. L’Associazione che dirigo, Rima onlus, si occupa del supporto psicologico, amministrativo e medico e dei diritti del malato”. Il prossimo spettacolo teatrale? “Nel weekend a cavallo tra il 2 e il 3 marzo porteremo in scena “Pani, amuri e timpulati”, due divertentissimi atti scritti da Pietro Barbaro con la regia di Carlo Bellante. La storia che andrà in scena è quella di una famiglia catanese che negli anni Ottanta deve convivere sotto lo stesso tetto, ma d’un tratto il protagonista, Cesare, si ritrova schierato contro tutti gli altri componenti della famiglia. Il tutto condito da una serie di gag, equivoci e momenti esilaranti che certamente intrigheranno i nostri affezionati spettatori e chi vorrà venire a vederci, magari per la prima volta. Ciò che mi sento di promettere già è che il pubblico si divertirà e contestualmente avrà modo di riflettere, ma sempre con il sorriso sulle labbra che è il nostro marchio di fabbrica”.


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