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Cambi di casacca

Marco Consoli lascia il Mpa
"Il partito mi ha deluso”

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CATANIA – Marco Consoli dice addio al Movimento per l’Autonomia. Non senza un pizzico di rammarico, l’abbandono arriva dopo tanti anni di militanza, il presidente del consiglio comunale cittadino conferma a LivesiciliaCatania le voci, diffuse già nei giorni scorsi, spiegando le motivazioni della scelta che lo stesso ha definito “necessaria”.

Presidente, cosa l’ha spinta a lasciare il Movimento che l’ha lanciata in politica?

“Inutile nascondere la verità: c’è grande delusione sulla mancata candidatura alle prossime elezioni nazionali, anche perché è stato tradito il sistema delle primarie che lo stesso partito aveva lanciato. Per il Mpa le vere primarie sono state le ultime elezioni regionali: io e anche altri colleghi abbiamo ottenuto grandi risultati elettorali in un momento veramente difficile, dove far votare Mpa e le liste collegate era veramente un’impresa titanica. Ma ci siamo riusciti perché ognuno do noi ha una credibilità tale da portare la gente a sostenere progetti difficili da difendere.

Quindi, la sua è stata una scelta dettata dall’amarezza?

C’è un’altra verità all’interno del partito: io e altri amici come Roberto Commercio, o il senatore Vincenzo Oliva, spingevamo affinché  il Mpa potesse chiudere l’accordo con il centrosinistra, perché quello era l’unico accordo vero che poteva salvare il progetto autonomistico di Raffaele Lombardo. Ma, alla fine, si è preferito chiudere l’accordo con il centrodestra. E non perché il Pd o i movimenti che lo sostengono avessero pregiudizi nei confronti del Mpa, ma perché si è preferito difendere delle candidature che magari, in questo momento, non erano affini rispetto a quanto richiesto dal codice etico del Pd e delle liste collegate.

Può farci qualche nome?

Sono molte le candidature ad essere entrate in contrasto con il codice etico: basta prendere le liste per capire quali siano gli interessi personali, io preferisco non farne di nomi”.

Come sono stati selezionati questi candidati?

Sicuramente non sono stati selezionati nel rispetto non solo della presenza sul territorio ma nemmeno secondo il requisito importante del cambio generazionale. Se si punta a un reale rinnovamento, si devono scegliere rappresentanti giovani: il  Mpa forse è l’unico partito che non ha puntato a candidature di gente fresca e nuova, cosa che hanno invece fatto tutti, La Destra, l’Udc, sino al Pd. Tutti i partiti hanno promosso un cambio generazionale tranne l’Mpa.

Cosa comporta questo nei rapporti con il sindaco Stancanelli?

Ovviamente, nel momento in cui io aderirò al Gruppo misto si rimetterà in discussione tutto. Oggi mi ritengo molto più vicino alle posizioni del centrosinistra piuttosto che del centrodestra, proprio per quell’aria di rinnovamento di cui parlavo. È probabile che alle prossime amministrative avvierò un confronto con i partiti del centrosinistra, a partire dal Megafono, progetto interessante e non per “il mercato delle vacche”, come è stato definito, ma perché, finalmente, si può dare spazio a chi vuole fare politica.

Quale è la sua opinione su Raffaele Lombardo?

Lo conosco da 15 anni e ho grande rispetto verso la persona. Sono certo che riuscirà a chiarire la propria posizione personale e mi dispiace che, in questi ultimi mesi, lui abbia fallito nel senso che, invece di difendere il Mpa ha preferito difendere dei progetti che entreranno in forte antitesi con il progetto autonomista. Ritengo che l’accordo con la Lega sia una violenza fisica nei confronti dei militanti dell’autonomia e quindi di tutti i siciliani.

Ma anche nel 2006 eravate alleati con la Lega? Oggi cosa è cambiato?

All’epoca era un accordo elettorale, uno strumento per arrivare al governo della Nazione, sposando il progetto del presidente Berlusconi che era fortemente proteso verso la politica a favore del Sud. Poi, però, abbiamo visto le risposte che il governo Berlusconi ha dato alla Sicilia: i Fondi Fas levati all’Isola e utilizzati per pagare le quote latte agli allevatori del Nord, ad esempio. Per questo penso che l’interesse per la Sicilia da parte del centrodestra sia ridotto al lumicino. Inoltre, rispetto a ieri, c’è un’altra novità: la Lega avrà un ruolo predominante nelle scelte di un eventuale governo di centrodestra.

 

 


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