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il saluto alla Patrona

Ottava, l’omelia di Gristina
Dedicata a Benedetto XVI

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Benedetto XVI; dimissioni papa, Catania, Mons. Gristina, sant'agata, Cronaca
CATANIA - L’edizione della festa di Sant’Agata 2013 ha ricevuto apprezzamenti per il suo svolgimento. Pur sapendo che nelle cose umane tutto è perfettibile, è bello poter constatare che l’impegno corale ha prodotto buoni risultati. Ne sono certamente contenti il Signore e Sant’Agata. Permettetemi di dirvi che ne sono contento anch’io, Vescovo di Catania. (…) Da veri devoti e cittadini responsabili abbiamo fatto la nostra parte e i buoni risultati sono evidenti. Tutti ne riceviamo incoraggiamento a proseguire nell’impegno affinché la festa di Sant’Agata migliori sempre e da tutti i punti di vista. Con questo ottimismo vogliamo anche tenmtare soluzioni più opportune ai problemi che ancora persistono.

(…) Il Signore invita a mettere al centro della nostra esistenza Lui stesso, la sua Persona, la sua Parola: solo così potremo partecipare della salvezza preannunziata nel Vangelo. Se, invece, mettiamo al centro dell’esistenza noi stessi e quanto il nostro sfrenato egoismo ci suggerisce, perderemo la nostra vita. Sant’Agata ha accolto pienamente e con fede le parole di Gesù, l’ha servito e seguito. Adesso si trova dove è Gesù ed è onorata dal Padre. La nostra devozione verso Sant’Agata, come pure i festeggiamenti in suo onore, devono, quindi, corrispondere, qui in terra, alla gloria con cui Dio Padre onora Agata in cielo. La nostra festa deve essere, pertanto, espressione di autentica gioia cristiana; non può contenere elementi contrari alla gloria del Signore, ai valori del Vangelo e alla vita cristiana. Ecco perché dobbiamo impegnarci sempre più per migliorare la festa purificandola da quanto in campo ecclesiale e civile, non facesse onore alla nostra Patrona.

(..) Non posso non fare riferimento all’inatteso annunzio del Papa che ci ha sorpreso e che dobbiamo accogliere con filiale, seppure sofferto, rispetto e leggerlo come parola che lo Spirito dice alle Chiese. Come sapete il Papa ha annunziato che, dopo aver ripetutamente esaminato la sua coscienza davanti a Dio, è giunto alla certezza che le sue forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Una attenta riflessione su questo annunzio chiede tempo prolungato: adesso non è possibile farlo. Mi limiti, quindi, alla sola seguente annotazione. E’ bene ricordare che Papa Benedetto XVI iniziando il suo pontificato (24 aprile 2005) riprese le parole di Giovanni Paolo II e le commentò a lungo in questi termini: «Il Papa parlava ai forti, ai potenti del mondo, i quali avevano paura che Cristo potesse portar via qualcosa del loro potere, se lo avessero lasciato entrare e concesso la libertà della fede. Sì, egli avrebbe certamente portato via loro qualcosa: il dominio della corruzione, dello stravolgimento del diritto, dell’arbitrio. Ma non avrebbe portato via nulla di ciò che appartiene alla libertà dell’uomo, alla sua dignità, all’edificazione di una società giusta. Il Papa parlava inoltre a tutti gli uomini, soprattutto ai giovani. Noi abbiamo forse tutti in qualche modo paura – se lasciamo entrare Cristo totalmente dentro di noi, se ci apriamo totalmente a lui – paura che Egli possa portar via qualcosa della nostra vita? Non abbiamo forse paura di rinunciare a qualcosa di grande, di unico, che rende la vita così bella? Non rischiamo di trovarci poi nell’angustia e privati della libertà? Ed ancora una volta il Papa voleva dire: no! Chi fa entrare Cristo, non perde nulla, nulla – assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande. No! Solo in quest’amicizia si spalancano le porte della vita. Solo in quest’amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana. Solo in quest’amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera. Così, oggi, io vorrei con grande forza e grande convinzione, a partire dall’esperienza di una lunga vita personale, dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita. Amen». In questi anni di pontificato Benedetto XVI ha illustrato la verità di queste affermazioni con le parole opportune e soprattutto con la testimonianza della sua vita. Questa sera, nell’anticipargli un affettuoso grazie per tutto quello che ha fatto in questi anni, vogliamo accogliere con rinnovato entusiasmo le sue parole per metterle in pratica nella nostra vita. (…) Alla nostra Santa Patrona affidiamo anche questi ultimi giorni di pontificato di Papa Benedetto XVI e tutti i giorni di vita che il Signore gli concederà. All’intercessione di Sant’Agata affidiamo la Chiesa intera ed anche la persona di Colui che il Signore ci darà come nuovo Papa.

 


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