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Cisl FP

Nuovo segretario provinciale
È Armando Coco

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Armando Coco, Catania, cisl fp, Economia
CATANIA - Una nuova compagine per affrontare i cambiamenti nel pubblico impiego. L’8° congresso della Cisl Funzione pubblica ha eletto ieri la nuova segreteria provinciale: alla guida è stato chiamato Armando Coco, dal 2003 componente della segreteria provinciale. La sua elezione è avvenuta alla presenza di Maurizio Bernava, segretario generale della Cisl siciliana, Giovanni Faverin e Luigi Caracausi, segretari generali rispettivamente di Cisl Fp nazionale e regionale, Rosaria Rotolo, segretario generale della Cisl etnea.

Coco, 57 anni, è iscritto alla Cisl dal 1982. Ha una laurea in Studi internazionali e relazioni euro mediterranee e proviene dal comparto Sanità della Cisl Fp; succede a Daniela Volpato, segretario nazionale Cisl Fp, che ha guidato provvisoriamente la federazione dal 2012. Al suo fianco, avrà Valeria Laiacona (Stato) e Giuseppe Scirè (Enti locali) che completano la squadra.

Coco ha ricordato gli impegni che aspettano la segreteria e i lavoratori del pubblico impiego: «Occorre un programma nuovo, che nel quadro complessivo della spending review, vada dalla contrattazione sociale a quella di secondo livello, puntando sulla partecipazione e alla valorizzazione delle professionalità, in un’ottica di impegno per il bene comune e di sinergia con la confederazione provinciale». Invito subito accolto da Rotolo, che ha ricordato come l’azione rinnovata tra la Cisl etnea e le federazioni di categoria vuole dare l’avvio a un sindacato “nuovo”, più legato al territorio e ai problemi delle persone e dei lavoratori.

La situazione in cui versa il pubblico impiego è stata tracciata da Volpato nella sua relazione, che ha spaziato dal ruolo delle istituzioni, al welfare e al federalismo, dalla contrattazione alle riforme nella pubblica amministrazione. «A Catania, l’azione della Cisl Fp è stata assorbita dallo stato di sofferenza finanziario del Comune capoluogo che ha pesanti ripercussioni con ritardi nella corresponsione degli stipendi. Occorrerà impegnarsi perché i tavoli sulla revisione della spesa vertano sulla riorganizzazione e la razionalizzazione della macchina amministrativa, tagliare gli sprechi, stabilizzare il personale precario ed evitare di mettere in discussione gli standard occupazionali e i livelli dei servizi ai cittadini.

Purtroppo, gli organi politici delle autonomie locali provinciali non sono aperte al confronto con le parti sociali, e si mostrano insensibili alle richieste del sindacato e sfuggenti alla dialettica del dialogo.

Nella sanità pubblica, dobbiamo impegnarci perché siano promossi modelli organizzativi per valorizzare il personale e l’appropriatezza della cure. Abbiamo sollecitato e aperto appositi tavoli tecnici e promosso corsi di formazione. Nella sanità privata, si devono affrontare i nodi economici e della riorganizzazione legati al rientro del deficit. Tenere i piedi per terra è l’unico modo per difendere i diritti dei lavoratori e consentire la tenuta produttiva delle aziende.

Le Ipab, Volpato ha ricordato che «sono circa 15 quelle accreditate nel territorio etneo e in uno stato palese di crisi. Abbiamo chiesto un intervento concreto di riordino alla Regione, per rimuovere le influenze politiche inutili e dannose e per dare valore al lavoro dei tanti operatori che ogni giorno si impegnano per dare sostengo a persone e famiglie». Infine, Volpato ha annunciato l’avvio del “progetto Calatino”, zona dove da più di un anno è stata rilanciata l’idea di un coordinamento che si occupi dei problemi dei comuni, presidi ministeriali, strutture sanitarie pubbliche e private.

Di una pubblica amministrazione moderna e adeguata ai tempi ha parlato Faverin. «Occorrono meno enti, meno dirigenti e più formazione ai lavoratori per rispondere alle esigenze delle persone e delle aziende. I pubblici dipendenti sono pronti a scommettere sui servizi di qualità e a tagliare lacci e interessi personali».

 

 


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