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ELEZIONI RETTORE

Confronto tra i 4 candidati
"Al Policlinico troppa politica"

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Rettore, giochi aperti, Vecchio favorito

I quattro candidati a Rettore





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CATANIA -17.32 Iachello: "Credo che gli elettori devono scegliere in base alla qualità delle proposte per far fronte al cambiamento che deve affrontare se non vuole tracollare".

17.31 Vecchio: "Penso di avere le carte in regola per traghettare l'università verso il rinnovamento"

17.30 Pignataro: Bisogna concentrarsi su competenza e preparazione per portare rinnovamento"


17.29 Calabrese via mail: "Concordo con il Prof. Vecchio sul modello della concertazione con le forze sociali ed istituzionali per far si che la nostra Università rappresenti un soggetto che non solamente prende atto delle dinamiche in atto, magari subendole, ma che si renda protagonista, insieme agli altri attori sociali ed Istituzionali, di un progetto di innovazione, di crescita e di sviluppo del nostro territorio".


17.15 Iachello: "Il tracollo del merito è avvenuto dopo il 68. E' un valore, il merito da ripristinare"


17.12 Iachello: "La politica è entrata nella sanita e l'ha distrutta con il clientelismo. E il policlinico è stato nella morsa di questa vicenda. il professore universitario è arrivato al livello di essere ignorato, ma chi forma i medici?".


17.09 Pignataro: "Il problema del Policlinico nasce dall'accorpamento con il Vittorio Emanuele. Con la Regione va fatto anche un discorso dal punto di vista della struttura logistica".


17.08 Vecchio: "Per Medicina c'è un problema serio. La Regione non può considerarci come un ospedale come gli altri, fino a quando questo non cambierà noi faremo solo attività di assistenza e non di ricerca".


17.06 Vecchio: "Il merito è un concetto molto difficile da misurare"


17.05 Il merito esiste? Pignataro: "No"


17.02. Iachello: "Punti di forza in chimica e biologia, però abbiamo punti di debolezza eclatanti".


17.00 Interviene Calabrese per email: "Da molti anni il nostro Paese non investe in cultura e formazione accademica. Il sistema universitario italiano è uno dei più sotto-finanziati tra i paesi maggiormente industrializzati. La recente crisi ha imposto al sistema educativo italiano sforzi ulteriori di contenimento della spesa, attuati con i noti interventi normativi introdotti sin dal triennio 2009-2011. Durante tale periodo il fondo di funzionamento degli Atenei italiani è stato ridotto di circa il 7.5%. Una ulteriore decurtazione del 5.5% è stata effettuata nel corso di questo ultimo anno. A tutto ciò si devono aggiungere i limiti alle assunzioni previsti dalla riutilizzazione solo del 20% del budget che si rende disponibile dalla cessazione dal servizio del personale. Queste crescenti limitazioni di finanziamenti pubblici, se non corrette, metteranno in seria difficoltà l’ordinaria amministrazione di molti Atenei, ridimensionando la possibilità di importanti manovre programmatiche e bloccando alcuni servizi strategici forniti dal sistema universitario italiano. Oltre alla progressiva riduzione delle risorse, vi è stato, negli ultimi tempi, anche un mutato atteggiamento culturale della società nei confronti dell’Università. Si è messa in discussione la capacità di saper svolgere il ruolo istituzionale che le compete nella ricerca scientifica, nell’alta formazione al servizio dello sviluppo del nostro Paese. In ogni caso, siamo tutti consapevoli che dovremo operare in un quadro di maggiori ristrettezze economiche rispetto al passato.   Le sollecitazioni al cambiamento alle quali sono sottoposte le Università sono forti. Dalle risposte che daremo, dalla nostra capacità di superarci, dall’impegno convinto che sapremo profondere, dal sentirsi tutti partecipi di un medesimo destino, dipenderanno le sorti dell’Ateneo e della nostra comunità accademica. Se si ritiene che l’Università sia motore di sviluppo socio-economico, se si ritiene che l’Università debba rappresentare un punto di riferimento per il terriorio e per le altre istituzioni, se si deve credere alla sua forza di proiettarsi sul territorio, essa deve essere messa nella condizione di produrre ricerca scientifica di elevata qualità."

16.56. Fuga di cervelli? Iachello: "Io non parlerei di fuga di cervelli. In certi settori i paesi esteri hanno più attrattività".


16.54 Pignataro: "E' vero che la Regione è stata inerte, ma l'Università che cosa ha fatto sulla ricerca?"


16.53. Pignataro: "Il lavoro di ricerca non può essere condotto con la frammentazione. In Inghilterra si organizzano per fare ricerca. Con la ricerca dobbiamo cercare di autofinanziarci".


16.49 Dibattito si accende nel momento in cui si parla del bilancio sull'attività di ricerca. Iachello: "Bilancio negativo". Vecchio: "Il bilancio non è vero che non è positivo".


16.48 Iachello: "Puntare su una didattica di qualità. Siamo in competizione".


16.46 Iachello e Vecchio parlano dell'idea di Bianco di creare un campus.


16.44. Vecchio lancia: "Ma in termini di manutenzione stiamo si risparmiando ma non stiamo perdendo in termini di servizi?" Risponde Iachello: "non mi pare che stiamo così male, io sto ai Benedettini".


16.42. Vecchio: "Bisogna fare un grande patto con la città".


16.41. Vecchio: "Bisogna inventare circuiti virtuosi che ci consentano di attrarre risorse. Bisogna potenziare le attività di ricerca"


16.40. Iachello: "il problema dell'Università non sono gli specri, ma attrarre risorse. Lo Stato ci da 165 milioni di euro e  i nostri stipendi sono 178 milioni di euro".


16.39 Iachello: "Noi in questo ateneo abbiamo applicato per primi la spending review. 8 milioni di euro per la manutenzione, siamo arrivati a due milioni di euro. Con questi risparmi. Sono arrivati meno fondi, taglio dell'80%. Siamo all'osso e ancora tagliamo? Sono sacrifici che abbiamo fatto. Non abbiamo scialacquato, era solo un periodo diverso e le spese erano razionalizzate in modo diverso".


16.34 Vecchio: "Sugli sprechi bisogna iniziare dall'uso del riscaldamento. Bisogna creare un meccanismo che funzioni per progetti. Tenga presente che ci sono aree della nostra offerta che non è coperta, mentre altre sono sovraffollate e su questo si deve intervenire".


16.32: Seconda domanda: "Cosa c'è da razionalizzare?" Pignataro: "C'è da cambiare il metodo di lavoro. C'è da riprendere un profilo istituzionale che in alcune volte si è perso."


16.31 Iachello: "L'università deve cambiare passo."


16.29 Iachello: "Meno male che non abbiamo debiti. Questo lo dobbiamo riconoscere visti i tagli ai fondi destinati alle Università. Nell'ultimo anno è mancato lo slancio iniziale del rettore".


16.25. Prima domanda: "Promuovere o bocciare Recca?" Pignataro: "Ni. Valutazione positiva su alcuni aspetti ma poteva fare molto meglio su altri livelli". Vecchio: "E' una domanda difficile. Naturamente non può esserci bianco o nero. Ci sono una serie di cose che non condivido soprattutto sull'organizzazione amministrativa". Iachello: "Nel complesso promuovo questa amministrazione. Sulla solidità finanziaria mi rassereno".

 

Ore 16.20 Diretta iniziata: Antonio Condorelli Saluta gli ospiti.


 

Ultima settimana per la scelta del nuovo rettore dell'Università di Catania. Il 21 febbraio si apriranno le urne.

Studenti e docenti dovranno scegliere tra quattro candidati rettore: Vittorio Calabrese ordinario di Biochimica Clinica, Enrico Iachello componente del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Catania, Giacomo Pignataro docente di Scienza delle Finanze e Giuseppe Vecchio attuale Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche.

LiveSiciliaCatania apre una finestra sul mondo universitario con una diretta streaming programmata per lunedì 18 febbraio alle 16. L'invito è diventare protagonisti: inviate domande, commenti e proposte a redazione@livesiciliacatania.it.

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