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La convention all’Odeon

Ingroia: “Il nostro spartiacque
è la questione morale”

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antonio ingroia, Catania, orazio livìcandro, rivoluzione civile, Politica

Il cinema Odeon pieno



CATANIA – A dispetto di quanti immaginavano il contrario, la platea del cinema Odeon era stracolma. Ieri sera, alla presentazione dei candidati della lista Rivoluzione civile, di gente ce n’era. Non che fossero moltissime le facce nuove, ma di certo non si sono ritrovati in quattro, come sottolineato da Orazio Licandro, terzo in lista per la Camera dei Deputati. “Il sondaggio vero – ha affermato l’esponente del Pdci – è questa sala gremita. Altro che 4 %: siamo ben oltre la soglia”.

Sono stati i candidati, infatti, a prendere la parola prima del magistrato palermitano, sottolineando tutti il ruolo di reale alternativa che il movimento Rivoluzione civile rappresenterà alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio e definendosi i “Partigiani della Costituzione”. E spodestare la classe dirigente attuale, “arroccata nei fortini romani”, è il vero obiettivo di Rivoluzione civile, attraverso un progetto politico e non puramente elettorale, come evidenziato da Giovanna Marano, l’ex candidata di Sel alle ultime elezioni regionali e oggi quarta nella lista di Ingroia.

Antonio Ingroia



Ma è il magistrato a entrare nel vivo del comizio, spiegando innanzitutto, la genesi della sua “discesa” in politica: “Che un magistrato entri in politica è vero, rappresenta un’anomalia – ha affermato – ed è vero che io avrei voluto continuare a fare il magistrato, ma non si poteva andare avanti così. La vera anomalia – ha proseguito – non è questa: è la presenza dei criminali in politica, che hanno invaso il Parlamento; è la classe dirigente che va a braccetto con le mafie”.

Non sono mancate, poi, le bastonate candidati premier, su tutti Berlusconi e Monti, colpevoli il primo di aver “rovinato l’Italia” e, il secondo, di essere legato a filo doppio con le banche e la finanza. “Berlusconi è impresentabile persino in Guatemala – ha incalzato Ingroia - ma, se è vero che Monti, a differenza del suo predecessore, ha le mani pulite, è anche vero che le ha legate. Rivoluzione civile nasce da due concetti – ha proseguito: la situazione drammatica dell’Italia e una classe dirigente che ha contribuito ad aggravare questa situazione, perpetuando se stessa, arroccandosi in un fortino. Questa classe dirigente – ha concluso – va cacciata con una rivoluzione pacifica e civile, nel senso etimologico del termine”.

 


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