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Corso Martiri della Libertà

Scatta l’operazione San Berillo
Da stamani tecnici a lavoro per la recinzione delle aree

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Carlo Pennisi, Catania, Corso Martiri della Libertà, Mario Cucinella, Cronaca

L'ingresso in una delle "fosse" di Corso Martiri della Libertà



CATANIA – La svolta attesa da mezzo secolo sembra essere arrivata. Scatta stamattina l’operazione San Berillo, la fase iniziale di quella che dovrebbe essere la riqualificazione di Corso Martiri della Libertà, la ferita aperta nel cuore della città che attende da oltre sessant’anni di essere risanata. La prima operazione sarà infatti quella di recinzione delle aree occupate che prima dovranno essere liberate dalle persone che, da tempo, vi hanno realizzato all’interno una vera e propria baraccopoli. Solo dopo si procederà al risanamento vero e proprio e all’avvio dei cantieri.

Un lavoro che sarà tutt’altro che semplice ma sul quale l’assessorato ai Servizi Sociali, retto da Carlo Pennisi, sta lavorando da tempo. Si tratta infatti di trovare una sistemazione per 81 persone di origine Bulgara, di cui 11 minori, e di 12 rumeni, di cui 6 minorenni, che vivono nelle “fosse”, in case di fortuna e in condizioni igieniche da terzo mondo. Di questi, solo alcuni hanno accettato di essere rimpatriati: per la maggior parte, invece, si dovrà provvedere, trovando un alloggio.

“Lo spirito è cercare di coinvolgere anche i catanesi in questa operazione – spiega Carlo Pennisi a LiveSiciliaCatania – in modo da poter sostenere queste persone che, per la maggior parte lavorano (anche se in nero), e che hanno bisogno solo di un piccolo sostegno”. Da stamattina, dunque, inizierà la costruzione del muro di recinzione che procederà di pari passo con lo svuotamento della prima delle voragini di Corso Martiri della Libertà, quella più vicina a piazza della Repubblica; successivamente si procederà con le altre.

Le baracche di Corso Martiri della Libertà



Lo sgombero, che sarà graduale e il meno traumatico possibile e che dovrebbe durare più o meno un mese per essere completato, sarà sostenuto a livello economico in parte, per circa 20 mila euro, dai proprietari delle aree e per la parte rimanente, dal Centro servizi per il volontariato etneo (Csve) che da tempo ha aperto una sottoscrizione per raccogliere fondi per sostenere kl’emergenza abitativa (questo il CC per effettuare il versamento IT 23 i 03359016001000000068519 intestato al Csve, causale: emergenza abitativa). “Chiunque voglia aiutare l’amministrazione in questa operazione – continua Pennisi – può sostenere le associazioni del Centro servizi dando un piccolo contributo”.

I privati, dal canto loro, si occuperanno della realizzazione della recinzione, dei lavori di pulitura e di sbancamento delle fosse, opere che andranno consegnate prima dell’apertura del cantiere. “Una volta terminata questa fase – aggiunge Pennisi – l’area sarà messa in sicurezza e definitivamente chiusa”. Parallelamente, per evitare nuove occupazioni, saranno realizzate delle pannellature dove verrà esposto il Master Plan realizzato dall’architetto Mario Cucinella: “L’idea, infatti, è quella di minimizzare la ferita – continua l’assessore – e restituire decoro all’area circostante”.

A breve, un incontro con il sindaco e con la Direzione Urbanistica, stabilirà le tempistiche e le modalità di intervento mentre in Giunta verranno discussi due programmi edilizi per sostenere le politiche di Social Housing, attraverso il reperimento di immobili pubblici e privati da destinare allo scopo.

 

 


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