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La disputa delle nomine

Parco dell'Etna, scontro inutile
A rischio l'inserimento Unesco

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crocetta, etna, figuccia, mazzaglia, parco dell'etna, Politica
CATANIA. Quando al geologo tedesco mandato in missione dall’Unesco dovette essere spiegato che il commissariamento del Parco dell’Etna era in realtà una prassi e non un sintomo di cattivo stato di salute, l’affare legato all’inserimento dell’Etna tra i beni patrimonio dell’Umanità si complicò per un attimo. E, di certo, la polemica di queste ore legata alla nomina, lo scorso 8 gennaio, di Marisa Mazzaglia a presidente dell’Ente aiuta poco. Anzi, a conti fatti, non aiuta per nulla. La richiesta di sospensione della nomina avanzata in commissione Affari Istituzionali dal vice capogruppo Pds all’Ars, Vincenzo Figuccia apre una diatriba che in fin dei conti è prettamente politica. Nel frattempo, sono accaduti due fatti.

Il primo: non vi sarà alcuna sospensione della nomina. Anche perché il parere della commissione è sì obbligatorio ma non vincolante. Il secondo: a stretto di giro di posta è arrivata la nota firmata direttamente dal governatore Crocetta dove si legge che “le discussioni sulla nomina del Presidente del Parco dell’Etna non hanno nessuna corrispondenza con la realtà in quanto la stessa è stata fatta dalla Giunta di governo l’8 gennaio scorso e chi sostiene che la nomina sia avvenuta in campagna elettorale sta solo facendo campagna elettorale”.

Nel frattempo, la neopresidentessa del Parco dell’Etna preferisce non commentare per evitare di alimentare polemiche che “si commentano da sole”. I termini della questione sono essenzialmente questi e, campagna elettorale o meno, vale la pena di comprendere semmai quali siano i programmi di sviluppo dell’Ente. Sarebbe pure ora di cominciare a parlarne.


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