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Crisi al centro

Udc catanese: è emorragia
Via Barbagallo e Tomaselli

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Antonio Tomnaselli, Catania, marco forzese, Salvino Barbagallo, udc, Politica
CATANIA -Continua la fuga dall'Udc. Dopo le defezioni dell'onorevole Marco Forzese e di tutto il direttivo provinciale dello scudo crociato, contiè stata la volta del coordinatore UDC del collegio di Giarre, già assessore regionale agli enti locali e più volte deputato Ars, Salvino Barbagallo che ha motivato la sua decisione di lasciare il partito affermando di non essere più sereno nello svolgimento del suo ruolo. "Nel mio lungo inpegno politico - afferma Barbagallo - anche in momenti delicati e difficili non avevo mai visto una situazione generale come quella attuale venutasi a creare all'interno dell'UDC nazionale, regionale e provinciale, in occasione della formulazione delle liste per le elezioni politiche che vede penalizzati anzi emarginati tutti coloro che in questo partito hanno creduto e su questo si sono spesi e impegnati nel corso del tempo e di contro la valorizzazione di chi invece ha portato avanti politiche basate sull'opportunismo e l'arrivismo. Pertanto - aggiunge - non essendomi più possibile poter serenamente svolgere il mio compito di sostenitore e rappresentante di questo scudo-crociato, come già fatto nei giorni scorsi dall'amico Marco Forzese, pongo in essere la mia auto sospensione dal partito".

Segue a ruota Barbagallo è anche Antonio Tomaselli, cmponente direzione regionale UDC e già candidato sindaco di Nicolosi. "Sento l'esigenza - dichiara - oltre che il dovere di auto sospendermi dal partito. Per coerenza con la mia storia e nel rispetto dei tanti elettori che mi hanno sempre seguito e votato, anche in occasione dell'ultima tornata amministrativa del comune di Nicolosi, non posso più avallare le scelte di un partito che ha dato prova in tutta Italia con la formazione delle liste per le politiche di calpestare gli interessi dei cittadini e delle comunità e al contrario di coltivare e avallare mala politica clientelismi e trasformismi". Si assottiglia ancora, quindi, il nucleo dell'Unione di Centro catanese che nei prossimi giorni potrebbe perdere altri importanti pezzi.

 

 


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