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Penuria di alloggi

Il Sicet lancia l'allarme
"Ne mancano 5000"

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Carlo D'Alessandro, Catania, Sicet, Economia
CATANIA - A Catania c’è sempre fame di alloggi di edilizia pubblica: ne servirebbero almeno 5000. Un fabbisogno che aumenta con l’aumento degli sfratti per morosità, arrivati al 92 per cento. E con l’affacciarsi di nuove categorie sociali sulla soglia della povertà. L’emergenza casa a livello nazionale, regionale e provinciale come si è sviluppata negli ultimi quattro anni e stata analizzata all’8° congresso del Sicet di Catania, il sindacato inquilini che aderisce alla Cisl.

Carlo D’Alessandro, segretario provinciale Sicet, ha presentato una puntuale relazione alla presenza di Guido Piran, segretario generale nazionale Sicet e di Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl di Catania. Ha partecipato anche Alfio Turrisi, neosegretario della Filca Cisl. «In questi anni – esordisce D’Alessandro – ci sono stati pochi sviluppi positivi per l’emergenza casa a Catania. La richiesta di alloggi è rimasta inevasa, sono aumentati gli sfratti per morosità e le richieste dei nuovi “poveri” che hanno visto ridursi di molto il potere d’acquisto e aumentare il peso dell’affitto sul budget familiare. Accanto a loro ci sono anche gli studenti fuori sede, i pensionati e gli immigrati. Il Comune di Catania ha poche risorse e poche soluzioni per i nuclei familiari indigenti; ci sono liste interminabili di sfrattati bisognosi che partecipano ai bandi e aspettano da anni per vedersi assegnato un alloggio. E i finanziamenti pubblici per l’edilizia residenziale non arrivano mai».

E poi c’è il fenomeno delle occupazioni abusive. «A Catania – continua – ci sono 2800 alloggi occupati abusivamente, 800 di proprietà del Comune e 2000 dell’Iacp. La questione delle occupazioni abusive è una guerra tra poveri: da un lato gli occupanti, spesso famiglie in condizioni così precarie da non avere alternative all’occupazione, dall’altro famiglie che vengono beffate e subiscono l’ingiustizia di vedersi sottratto indebitamente l’alloggio. Al fenomeno si è risposto con due leggi di sanatoria, una per quelle fino al 1990, l’altra per quelle fino al 2001. I sindacati e lo Iacp hanno chiesto delle proroghe ma non ci è stato dato alcun riscontro».

Quali sono le proposte del sindacato? «L’obiettivo di aumentare l’offerta abitativa - risponde D’Alessandro - resta un’utopia a uso elettorale. Sarebbe più fattibile che le istituzioni si impegnassero a promuovere un tavolo concertativo tra pubblica amministrazione, sindacato, istituti di credito e imprenditoria privata per soddisfare la crescente richiesta di alloggi a canone convenzionato. Non è stato ancora avviato il “social housing” e il piano città, programmi che permetterebbero di recuperare interi quartieri e dare risposte concrete. Per le occupazioni abusive, il nuovo governo regionale dovrebbe fare un’ulteriore sanatoria e avviare un tavolo di concertazione per trovare un modo di intervenire per evitare nuove occupazioni senza controllo istituzionale. A livello nazionale, occorre rimpinguare il fondo sociale sull’affitto e inserire agevolazioni sull’Irpef per gli immobili locati».

Per Rosaria Rotolo, «la questione casa ha una rilevanza sociale fondamentale per le fasce bisognose della società, occorrono investimenti concreti per le famiglie e le giovani coppie, ma soprattutto occorre efficienza negli enti di gestione che assicurino trasparenza e legalità». Il congresso ha quindi confermato D’Alessandro segretario generale del Sicet ed eletto componenti della segreteria provinciale Alfio Sottile e Agatino Zappalà.

 

SITUAZIONE ALLOGGI

Comune di Catania = 2000

Iacp = 8000 (almeno la metà con prospettive di vendita)

NECESSITÀ ABITATIVE = 5000 alloggi

IMMOBILI OCCUPATI ABUSIVAMENTE = 2800

800 di proprietà comunale

2000 di proprietà Iacp


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