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IL PIANO DI RIENTRO

Berretta caustico:
"Irresponsabile gestione"

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Catania, Giuseppe Berretta, piano di rientro, raffaele stancanelli, Politica
CATANIA - “La manovra che la Giunta comunale ha presentato non è un piano di risanamento ma una drammatica manovra per impedire il dissesto del Comune. Una corsa contro il tempo che, se dovesse essere approvata, avrà effetti non dissimili al dissesto, con un innalzamento massimo dell’Imu (6 per mille), con aumenti del 36% dei servizi individuali, con il blocco decennale delle assunzioni in Comune… Stancanelli ha avuto cinque anni per operare un serio risanamento, li ha buttati via”.

Lo afferma il parlamentare catanese del Partito Democratico, Giuseppe Berretta, in merito alla manovra di risanamento in discussione a Palazzo degli Elefanti. “Stancanelli ha nascosto per anni la polvere sotto il tappeto, spergiurando che mai si sarebbe arrivati al dissesto – prosegue Berretta – Fino a quando la Corte dei Conti non ha messo nero su bianco che i bilanci del Comune negli anni di Stancanelli hanno ‘evidenziato la presenza di un grave squilibrio finanziario e di diverse e rilevanti anomalie gestionali (…)’. Secondo la Corte, ancora, ‘le scritture contabili dell’Ente non hanno sin qui rappresentato fedelmente la reale situazione finanziaria in cui versa il Comune. Diverse sono infatti le irregolarità contabili riscontrate che hanno sinora consentito di rispettare formalmente i vincoli di finanza pubblica’. Cioè i conti non erano verosimili, più vicini al falso che al vero: così la magistratura contabile ha costretto la Giunta a presentare un piano per evitare il dissesto” sostiene l’esponente dei Democratici. “Cinque anni sprecati che hanno danneggiato gravemente Catania tra risanamenti di facciata, conti inverosimili e, oggi, il baratro del dissesto. Che sia così non c’è alcun dubbio – conclude Berretta – Una delle tante prove è quella fornita dalla società Simei, ex gestore degli impianti di pubblica illuminazione del territorio comunale, che ha pignorato dodici milioni di euro sui conti correnti del Comune. Dodici milioni di euro. Anche questo frutto del passato? O di una squinternata e irresponsabile gestione dei conti pubblici?”.


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