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RIVOLUZIONE CIVILE

Ruotolo: "La politica non è
un ufficio di collocamento"

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Un momento della presentazione in Piazza Stesicoro



CATANIA - Rivoluzione Civile si presenta alla città di Catania. La lista della Sicilia orientale, capitanata dall’ex pm Antonio Ingroia, è stata presentata  oggi in conferenza stampa. Presenti il giornalista Sandro Ruotolo, secondo nella testata di lista in Sicilia Orientale, Orazio Licandro, numero due del Pdci nazionale ed ex deputato già membro della Commissione parlamentare antimafia, Giovanna Marano, ex sindacalista Fiom e candidata alla presidenza della regione siciliana alle ultime elezioni e la docente precaria Anna Falcone. Il movimento, definito più volte “l’unico soggetto politico alternativo al berlusconismo e al montismo”, nasce dalla sinergia tra membri della società civile e dei movimenti, partiti politici (Rifondazione comunista, Pdci, Idv e Verdi) e sindaci (Orlando e De Magistris). Si tratta di una lista, come ha ricordato il Ruotolo, che ha “appena trentadue giorni di vita”.

E’ lo stesso Ruotolo a sottolineare l’obiettivo del progetto: “Noi vogliamo cambiare la politica, vogliamo la bella politica”. In poche battute il giornalista rimanda al mittente una serie di accuse che, nei giorni scorsi, sono state rivolte a “Rivoluzione Civile”. In primo luogo quella delle liste “calate” dall’alto. Il problema riguarda la legge elettorale, il celebre porcellum, vara e propria “bestia nera” di cui “tutti hanno detto che volevano cambiarla per ridare la parola ai cittadini, ma hanno fatto in modo che i cittadini non avessero diritto di parola”. “Rivoluzione Civile è una lista legata al territorio,- ha aggiunto Ruotolo- le nostre storie personali sono una garanzia”.

La politica, purtroppo sempre più intesa come ufficio di collocamento, deve, invece, tornare “al servizio dei cittadini”. Nello specifico dei sette milioni di disoccupati, dati Istat alla mano, dei precari e di tutti coloro che in un momento di stenti hanno assistito agli scandali dei vari Fiorito. Tre i punti cardine del programma, come ha ricordato Giovanna Marano: lavoro (ripristino dell’articolo18), legalità (legge sul conflitto di interessi in primis) e pace (a partire dall’opposizione alala costruzione del Muos). L’ex sindacalista Fiom ha soprattutto posto l’accento sulle conseguenze delle politiche liberiste del governo Monti definito “un pericolo insidioso”. Sulla scia della provenienza geografica dei candidati della testata di lista (siciliani, campani e calabresi), Orazio Licandro ha definito il progetto di “Rivoluzione Civile “una sfida  è una sfida alle organizzazioni criminali. Siamo qui per questo, per combatterle dentro e fuori le istituzioni” sottolineando che non è “solo questione di codice penale” perché c’è “una zona grigia” da eliminare che è quella della malapolitica, della corruzione, della collusione”.

Leggi l'intervista a Sandro Ruotolo


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