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Petizione online

Troppi soldi pubblici ai partiti
Messina: "Diamoli ai giovani"

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Manlio Messina per primarie pdl

Manlio Messina, vicecapogruppo Pdl Comune di Catania



CATANIA - "Togliamo i soldi ai partiti e destiniamoli ai giovani e ai disoccupati. Firma anche tu la petizione online". Questo lo slogan del consigliere comunale
Manlio Messina, che propone di firmare la petizione online sull'utilizzo dei soldi del finanziamento pubblico ai partiti

Secondo il consigliere, la cifra si aggira intorno ai 2 miliardi di euro "solo dal 1994 al 2012:  invece di ingrassare la casta - spiega Messina - siano impiegati ad alleviare la galoppante disoccupazione in Italia destinandoli ai giovani per fare impresa e a tutti coloro che hanno perso il posto di lavoro per realizzare un’attività commerciale".

Messina ricorda come, secondo il rapporto della Commissione europea sull’occupazione e la situazione sociale in Europa (chiamato Eu employment and social situation quarterly review), “nel 2014 sono previsti aumenti piuttosto significativi nella disoccupazione”. Questo rapporto, aggiornato ogni quattro mesi, ha portato alla luce dati sconcertanti circa il livello occupazionale nel nostro Paese: da novembre 2011 a novembre 2012 il tasso di disoccupazione è aumentato dell’1,8%, passando dal 9,3% all’11,1%. Dato ancora più allarmante riguarda la disoccupazione giovanile, che è aumentata dal 32,1% al 37,1%, con un incremento di cinque punti percentuali.

Inoltre - aggiunge il consigliere comunale catanese -  da luglio a novembre 2012 circa 9619 persone sono state licenziate (poco meno di 3000 legate ai piani di ristrutturazione di Ilva e Intesa San Paolo) e, come ha spiegato il rapporto della Commissione Ue, le condizioni in cui versa l’economia italiana non aiuteranno ad uscire da questa situazione nel breve periodo.

"2,3 miliardi di euro - concluide Messina - è l’esorbitante cifra che gli italiani hanno dovuto sborsare dal 1994 al 2012 per finanziare i partiti politici. E’ la legge sui rimborsi elettorali a stabilirlo, peccato solo che dei 2,3 miliardi di euro solo mezzo miliardo di euro (per la precisione 580 milioni di euro) siano spese elettorali regolarmente documentate, il restante miliardo e mezzo è rimasto nei conti correnti dei partiti che ne possono disporre come meglio credono"

 

 

 

 


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